YY
01 set 2009 10 Commenti
in bambini Tags: educazione, Leonardo
Ieri sera col folle informatico abbiamo affrontato la tetralogia di Alien. Quelle piccole follie che a volte le coppie fanno quando i figli sono in vacanza!
In Alien 3 la nostra sfigatissima Ripley finiva in una colonia penale dove i maschi avevano i cromosomi YY. Maschi allo stato puro.
Un brivido mi ha percorso la schiena. Se già la maggiorparte dei maschi si comportano come si comportano con un cromosoma X, che mai combinerebbero con due Y?
So che non dovrei generalizzare, ma mi chiedo sempre più spesso quanto pesi il ruolo di una madre nella formazione di un senso critico dei maschi nei confronti di una donna. Sto dando il giusto esempio a mio figlio? Il mio vivere lo porterà a considerare la sua donna in una prospettiva più ampia di quella che oggi vediamo nel mondo? E ti devi scontrare con un retaggio ancora troppo vivo, quando mio padre gli dice “Non comportarti come una femminuccia” ed io vorrei tirare un cazzotto in bocca a mio padre.
L’indole di mio figlio è profondamente pigra ed egocentrica (forse come un po’ tutti i figli unici) ed è un susseguirsi di “Mamma, ho sete”,”Mamma mi vesti?”,”Mamma mi porti quello?” e adesso che è più grande e vorrei che certe cose le facesse da solo, vedo tutti i limiti dei troppi sì detti per comodità, per mancanza di tempo, perchè era più facile assecondare che lottare dopo una giornata stancante.
Cerco di convincermi che non è ancora troppo tardi, che posso ancora smussare gli spigoli di un carettere a volte troppo ingombrante, che posso redimermi per il bene di mio figlio e della sua futura compagna.
A volte pesa troppo il dovere di crescere un uomo.
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set 01, 2009 @ 11:47:41
Ma no che non è tardi.
Intanto io inizierei a dargli l'aspirapolvere: vedi mai che l'addestramento a diventare uomo passi proprio attraverso il diventare donna?
set 01, 2009 @ 12:10:01
dipende da te ma anche molto dal suo papa', se lo vede lavare i piatti con regolarita' non si porra' mai il problema del se sia una cosa da femmine o no!
set 01, 2009 @ 12:12:41
Ciao Gloglo,
penso che molti dei modelli culturali che vengono trasmessi in famiglia sono "assorbiti" automaticamente dai nostri figli e che renderli autonomi è la cosa più faticosa al mondo, ma poco cambia tra figli maschi e femmine.. quando la sera mangiamo tutti insieme io chiedo a mio marito e mia figlia se apparecchiano la tavola insieme; educare una figlia e farle capire che ad esempio, la manutenzione della casa è una cosa di tutti gli abitanti, è cercare di farle vedere proprio questo!
…e devo dirlo, lo faccio anche per mio marito!
set 01, 2009 @ 14:42:25
Sfondi una porta apertissima.
Io sulle autonomie sono davvero ferma.
Sono fortunata perchè le nostre scuole dell'infanzia mi sostengono in questo progetto educativo.
Matteo (5 anni) non prova nemmeno più a dire "portami" "dammi", si alza e si fa le cose da solo. Niccolò (3 anni) guardando il fratello si comporta allo stesso modo: si lava e si veste da solo, si versa l'acqua.
Poi fa un sacco di casini ma non mi importa: preferisco pulire piuttosto che eseguire.
Anche mia suocera ogni tanto esordisce con il paragone con le femminucce e io ribollo di una rabbia furente.
Hai letto "Dalla parte delle bambine"?
set 01, 2009 @ 15:22:51
E' vero W l'autosufficienza!
Frida ha 4 anni, la mattina si alza, si lava e si veste da sola e visto che lo fa da un anno ormai non devo più pulire il dentrificio in giro per il bagno!!!
Grazie per il consiglio libresco.. non l'ho letto.
set 01, 2009 @ 23:18:40
Quoto ogni riga e sottoscrivo ogni timore ma per ora vado avanti con l'idea che la modalità migliore sia il buon esempio: il dialogo tra noi genitori, noi verso di loro. Fuori la giungla ma dentro casa un appiglio di riferimento. Io dico sempre che i bambini nascono tutti uguali e collaborativi. Siamo noi che li rendiamo maschi e femmine in quanto etichette e soprattutto non "servizievoli". Non ci sono bimbi pigri finché non decidiamo che lo siano.
set 02, 2009 @ 21:27:12
non é mai troppo tardi!!
set 02, 2009 @ 23:21:09
Grazie a tutte per il supporto. In effetti in famiglia manca un po' l'esempio paterno, ma questo non deve essere una scusa per non darmi da fare.
set 19, 2009 @ 19:07:48
Sono finito in questo blog perche’ stavo cercando se esistesse una malattia genetica che comporta la nascita di individui con cromosoma YY, ma effettivamente mi son reso conto che la discussione tratta un tema totalmente diverso.
Quello che ti propongo e’ il parere di un ragazzo di 21 anni, figlio unico, studente di ingegneria (che sarei io).
Veniamo al mio pensiero: il mancato rispetto nei confronti del sesso opposto cosi’ come nei confronti delle diversita’ etniche deriva dal livello culturale e effettivamente con l’aumentare dell’ignoranza aumentano anche pregiudizi e intolleranza.
Quindi se avra’ compagnie adeguate e una educazione rispettabile non dovrebbero esserci problemi di questo tipo.
(Quando sento parlare di emancipazione fennimile riesco ogni volta a stupirmi perche’ ormai sono abituato a dare per scontata la parita’ tra i sessi, ma evidentemente sono abituato a sopravvalutare l’uomo (che sa sempre farci pessime sorprese))
Se tuo padre gli dice di non fare la femminuccia, non credo che possa in qualche modo intaccare la sua sensibilita’ e il suo rispetto futuro per il sesso “debole”, dato che ormai e’ un modo di dire e credo che per quanto possa esser giovane, sia in grado di capirlo.
Per quanto riguarda poi il suo comandarti, credo che sia del tutto normale (se lo fa con gentilezza). Se e’ ancora piccolo puo’ essere utile trasformare i tuoi “eseguire gli ordini” con un collaborare con lui nel fare le cose che ti chiede.
Nonostante ci voglia piu’ tempo, la collaborazione puo’ rappresentare un anestetico per il taglio del cordone ombelicale, per spingerlo pian piano verso una indipendenza serena e quindi questo dovrebbe renderlo anche piu’ tranquillo nei rapporti con gli altri e sicuro con stesso!
set 20, 2009 @ 10:01:20
Caro Alessio, a volte le nostre ricerche ci conducono in luoghi assolutamente imprevisti! Ma, a quanto pare, in qualche modo interessanti visto che mi hai dedicato un po’ del tuo tempo.
Troppe volte manca l’opinione dell’altra faccia della medaglia e il tuo commento mi fa molto piacere.
Come hai potuto constatare noi donne non ci sentiamo molto emancipate, o quanto meno in pari diritti con gli uomini, specialmente quando si parla di maternità e figli. Riteniamo di avere ancora molti territori da conquistare, specialmente atteggiamenti mentali.
Non sono d’accoro sul fatto che ribadire luoghi comuni (sei una femminuccia) non scalfisca la sensibilità dei bambini. Proprio in quest’età (6-7 anni)dove cominciano a costruire la propria identità sessuale, paragonarli all’altro sesso significa sminuirli nel loro. Non va bene per entrambe le categorie.
Sull’aspetto collaborativo stiamo migliorando giorno per giorno. A questo punto ritengo sia una questione di tempo e impegno. E spero proprio di tagliare questo cordone ombelicale, specialmente quando sento di uomini che a 40 stanno bene a casa loro con mammà.
Grazie ancora Alessio per il tuo intervento, spero gironzolerai ancora da queste parti. Un abbraccio