Alchimista in libertà

…mamma al lavoro!

Postato da Gloglo 10 - ott - 2009

Il grido

Dopo una settimana di latitanza dal blog, sconfitta da malatti e cambio di stagione, questo e questo post di Piattini mi hanno ridato la forza e l’idea di scrivere. A quanto pare solo leggere del Trattamento Ridarelli ha delle conseguenze, visto che ho dovuto cambiare computer per riuscire a loggarmi al mio blog.

Sgridare i figli o non sgridarli, questo è il dilemma, alla faccia di shakepeare che da bravo maschio aveva altro a cui pensare.

Leonardo ultimemente ha fatto storie per alzarsi la mattina e abbiamo cominciato regolarmente la giornata con io che urlavo (giusto per capirci potrei artecipare a campionati mondiali di urlo), io che restavo incazzata buona parte della giornata, io che la sera ero sfinita da tutta questa arrabbiatura, io che tremavo al pensiero del nuovo giorno in cui tutto sarebbe ricominciato.
La sgridata logara chi la fa. Almeno per me. Mio figlio potrà sentirsi impaurito, umiliato, frustrato, ma io mi sento peggio. Perchè dietro ad ogni sgridata c’è una voce che sussurra “se ha fatto/non fatto questo è perchè TU non sei riuscita a trasmettergli il messaggio”. Questo pensiero non nasce da un senso di colpa,ma da una convinzione che in famiglia ci portiamo dentro: se l’allievo non capisce è responsabilità dell’insegnante.

Tutte le volte che sgrido Leonardo su qualcosa che dovrebbe aver acquisito, è una mia sconfitta. E’ questo che logora i miei nervi. Come posso trasmetter a mio figlio la gestione dello stress, della frustazione di una sconfitta, il coraggio di impegnarsi, se io per prima grido al primo disappunto?

Dopo avergli detto: “Ci ho messo meno tempo a partorirti che a farti vestire”(quando raggiungi il fondo te ne accorgi) ho cambiato tattica: non urlo più. Lo rimprovero e lo metto in punizione se è il caso, ma non (s)grido. E siccome mio figlio (come tutit i bambini) è una spugna gli effetti si sono visti. Non entro più in lotte di potere a chi fa la voce più grossa e in momenti di crisi, se lui urla, io ammortizzo. E ho scoperto che la situazione si risolve prima. magari lui piange e strepita , ma io lo lascio sfogare invece di riportarlo alla ragione sovrastandolo con grida. Magari dopo lo sfogo sdrammatizzo con una battuta o gli racocnto una barzelletta e così la sua ira svanisce in due minuti e possiamo dedicarci a rivedere l’accaduto in modo oggettivo.

Parafrasando uno dei siti che seguo, sono un genitore che cresce.

Questo post partecipa al blogstorming

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13 Responses so far.

  1. emily scrive:

    hai espresso esattamente come mi sento dopo che urlo. lascia spossata me e sbalestrati i miei figli. e nn serve nemmeno x sfogarsi….

  2. alleg67 scrive:

    concordo con te!!!
    quando Cris mi fà andare furoi di testa, urlo, poi mi pento, ma almeno capisce che sono esasperata, ma quando lei fà scene isteriche, la mollo dov’é e mene vado, sai che le passa subito?

  3. Silvia gc scrive:

    Uhmmmm… e secondo te non starebbe bene questo post nel nostro blogstorming di ottobre? Che se non cresciamo moi, come li aiutiamo a crescere?

  4. Gloglo scrive:

    @emily e alle:come al solito sapere di non essere una mosca bianca mi conforta.

    @silvia: non ero sicura andasse bene per il blogstorming. Modifico l’articolo e ci metto il link

  5. extramamma scrive:

    Hai ragione, anch’io dopo aver urlato e sgridato mi sento triste e amareggiata per tutto il giorno.
    Sei anche molto brava a dire che se le cose non funzionano non possiamo cavarcela dicendo che abbiamo avuto sfortuna ad avere dei figli rompiballe. La tua analisi è lucida e coraggiosa. Mi sembra anche che hai imboccato la strada giusta nel reagire sdrammatizzando insieme a lui.

  6. Mamma Cattiva scrive:

    Non sono ancora riuscita ad applicare questa lucidità nel momento chiave. Razionalmente so benissimo che urlare non serve a nulla e che le poche volte che riesco a mantenere l’auto-controllo e quindi a riportarli alla ragione (perché hai ragione tu, quando lo si fa i bambini ti vengono dietro) mi sento “onnipotente” e anche felice ma ad oggi la rabbia spesso sale ed è sempre troppo tardi.
    Spero di crescere pure io.

  7. Gloglo scrive:

    @extramamma: grazie per avermi dato della coraggiosa. Ce ne vuole sempre un po’ tutti i giorni

    @mammacattiva:non so se sia lucidità o sfinimento, ma proprio non mi va più di arrabbiarmi. Specialmente dopo la bronchite. Ogni volta che gridavo mi veniva male al petto. Mica potevo morì, no?
    Ricordati che le abitudini si cambiano in 3 settimane. Dopodichè nel cervello si instaura l’abitudine nuova. In bocca al lupo

  8. sany scrive:

    mi ivedo tantissimo nelle te parole..e giusto in questi giorni mi sono ripromessa di dare uno stop alle mie urla…e di inserire punizioni.
    ma ..non e’ facile,…perche’ se tolgo ad esempio la televisione a uno automaticamentenemmeno gli altri due possono vederla ….e cosi per altre cose…sono sempre tra l’incudine e il martello…quindipenso che non trasmetto al 100 % la mia volonta’.
    che fatica! pero’ mi conforta leggere che tu hai trovato un equilibrio…
    io ricerco ancora il mio.
    unabbraccio

  9. sany scrive:

    scusa gli errori ma il pc ogni tanto da’ i numeri

  10. Superdaddy scrive:

    mmmmhh…in casa nostra funziona circa allo stesso modo, con Chihuahua che urla e Scritch che la osserva con uno sguardo tra l’assente ed il teso, ma raramente le urla hanno l’effetto proprositivo di fargli fare le cose con maggior velocità. la stessa situazione si ripercuote poi sulla scuola, in cui le maestre ci convocano per dirci che Scritch, distraendosi molto, non finisce mai i suoi lavori. Consigliavano una serie di metodi repressivi con punizioni o castighi, casomai corredati da un giro dallo psicologo. Siccome credo però di conoscere bene mio figlio, avendolo osservato in ogni suo picoclo gesto ed in ogni suo ragionamento, abbiamo tentato un percorso più su misura e meno ansioso/stressante. Avuto conferma della serietà del discorso e semplificando al massimo un ragionamento che per lui potrebbe essere troppo astratto, gli abbiamo fatto capire le consguenze del suo modo di fare e tutti insieme abbiamo deciso il modo con cui lui sarebbe potuto essere aiutato in questo percorso: l’uso di una clessidra. Sì, potrebbe essere un metodo che crea stress come la lancetta che si avvicina al 12, ma essendo stato un’idea partorita insieme e quindi non imposta, ed essendo i granelli di sabbia meno precisi, Scritch l’ha preso come un divertimento, pur mantenendo la serietà dell’iniziativa. Così adesso al mattino, lui stesso si gira la clessidra, 2 per vestirsi, 6 per fare colazione, ecc.. diciamo che da 2 settimane a questa parte a scuola i commenti delle insegnanti iniziano ad essere positivi, finisce sempre gli esercizi ed al mattino ha sempre 10 minuti per giocare un po’ prima di uscire…e soprattutto, nessuno rischia più di perdere la voce (almeno non per questi motivi, ma per altri…!!). Questa è la nostra esperienza.

  11. Gloglo scrive:

    @Sany: io certo sono avvantaggiata avendo un solo figlio a cui badare. Ovviamente le tue punizioni non possono essere indirizzate su qualcosa di generico come la televisione altrimenti ci rimettono anche “i buoni”. Sono sicura che osservando i tuoi bambini riuscirai a cogliere le loro caratteristiche elettive e saprai qual è la cosa giusta da fare al momento giusto!

    @SuperD: che bello risentirti dopo tanto tempo. Pensavo a te giusto ieri! I nostri figli SuperD sono sensibili e “spugnosi”. Probabilmente non sono adatti a questo sistema scolastico, ma in questo lo posso mandare e una quadra deve trovare. Riuscire a cogliere le loro qualità e fare forza su quelle è, direi, fondamentale, anche perchè se non vogliono sentire non sarà il volume a fargli cambiare idea. Bellissimo il metodo che avete trovato. Noi al momento la clessidra la usiamo solo per il lavaggio denti, ma potrei cogliere lo spunto per introdurla in altri momenti. Un grosso abbraccio

  12. Emy scrive:

    Ah scusa adesso ho letto questo…il ricorso alla punizione era comunque un passaggio successivo all’urlo…si è sempre in cammino….

  13. [...] abbia già fatto dei tentativi me lo ricordo. Che sia ricaduta nel vizio è un dato di [...]