Oggi su una rivista femminile che acquisto saltuariamente, ho letto la storia drammatica di questa donna che alla seconda gravidanza ha dovuto fare scelte pesantissime. Perchè questa donna era titolare di un esercizio commerciale e la sua gravidanza era diventata a rischio. Il medico le consigliava riposo assoluto. Riposo assoluto? Con un negozio senza dipendenti? Questa coraggiosa donna scopre che le pari opportunità sono ancora ben lontane da essere tali nella nostra Italia. Non pari opportunità tra maschi e femmine, ma tra imprenditrici gravide e dipendenti gravide.
Come sappiamo le seconde (grazie a giuste lotte) hanno oggi diritto alla mutua in caso di gravidanza a rischio. Forse non sarà perfetta, ma ce l’hanno. Le imprenditrici no. Evidentemente lo stato pensa che tutti gli imprenditori siano come l’Avvocato o il nostro primo ministro e perdono di vista che la stragrande maggioranza sono poveri diavoli che cercano di arrivare a fine mese. E un negozio è il peggio che possa esserci (secondo me) sul mercato del lavoro autonomo.
Così la nostra coraggiosa donna scopre che non può avere agevolazioni o sgravi fiscali se se ne resta a casa e tiene giù la serranda. Ovviamente è impossibile trovare qualcuno a cui lasciare in mano la responsabilità di un negozio di punto in bianco. Così decide di cedere l’attività per prendersi cura di se stessa e del nascituro. Purtroppo non è arrivato il principe azzurro a salvare la principessa, e il bambino non ce l’ha fatta. Oggi questa donna si ritrova senza figlio e senza lavoro.
Forse è ora di dire 4 parole al nostro ministro delle pari opportunità, visto che l’Italia continua a NON credere nelle donne lavoratrice e nelle donne imprenditrici a dispetto di tutto il resto del mondo. L’Italia chiude le porte in faccia alle sue figlie, sperando forse che un giorno ci arrenderemo di lottare e torneremo al focolare a fare la calza, invece di cercare di dare un futuro migliore ai nostri figli.
NOI abbiamo il potere di cambiare le cose e se non ce lo prendiamo non possiamo lamentarci che nessuno pensa a noi.
Come sono arrabbiata!!!!
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hai perfettamente ragione!!!
e’ ora di modificare la mentalità e certe leggi a discapito delle donne!!!
Che storia tragica… E’ davvero orrendo avere la consapevolezza che i nostri diritti sono già stati consumati da chi ci ha precedute, e che quelli delle nostre figlie forse saranno anche meno.
Sono così stanca di questo paese, di queste ministre come la Gelmini che si sentono bravissime a non prendere nemmeno un giorno di maternità, di questo connubio maternità = morte lavorativa.
Sono veramente stanza!
Che storia tragica… E’ davvero orrendo avere la consapevolezza che i nostri diritti sono già stati consumati da chi ci ha precedute, e che quelli delle nostre figlie forse saranno anche meno.
Sono così stanca di questo paese, di queste ministre come la Gelmini che si sentono bravissime a non prendere nemmeno un giorno di maternità, di questo connubio maternità = morte lavorativa.
Sono veramente stanca!
conosco questa situazione: una mia amica aveva una tabaccheria e quando è rimasta incinta ha provato con una commessa ma poi è rimasta incinta anche lei così si è trovata a pagare due maternità e ha chiuso. una tragedia
x nn parlare dell’amica commercialista che si ammala e deve chiudere lo studio.
sono storie vere e senza speranza purtroppo
Dobbiamo darci da fare ragazze perchè se non ci si fa sentire nessuno si ricorda di noi. Un abbraccio a tutte
Una storia terribile. E sui diritti, si affacciano sulla rete opinioni diverse. Segnalo una discussione che mi ha molto colpita: http://friendfeed.com/semerssuaq/8e783393/chi-non-ama-le-mamme