Alchimista in libertà

…mamma al lavoro!

Postato da Gloglo 29 - mag - 2010

6 politico

In questi giorni dove si avvicinano gli esami finali per moltissimi studenti, stimolati dagli articoli dei giornali e della rete, a casa nostra discutiamo del 6 politico. Lo so che il ragazzo è ben lontano da un esame di stato, ma questo non significa che dobbiamo far arrugginire le rotelle.

Intanto faccio un po’ di outing: io mica lo sapevo che l’espressione 6 politico avesse a che fare con le rivolte giovanili degli anni ’60/’70! Io pensavo fosse un’espressione così tanto per dire che ti si fa un favore a darti un 6 su una materia in cui sei al pelo della sufficienza. Invece ho scoperto che durante gli anni di rivoluzione giovanile, gli studenti stanchi del nozionismo imposto dal sistema scolastico (ah, perchè? è cambiato?) specialmente nelle università decidevano di intraprendere programmi di studio indipendenti pur preparandosi nella materia. Pertanto i professori dovendo riconoscere comunque la preparazione dello studente, ma un po’ incazzati, elargivano i 6, politici appunto.

Con la riforma di Maristar (quanto è gettonata in questo periodo!) gli studenti che non abbiano raggiunto la sufficienza in tutte le materie, non potranno accedere agli esami di stato, fino all’anno scorso bastava la media del 6 tra tutte le materie.

Con queste premesse sono pronta a dirvi la mia opinione? No, perchè ci sono ancora alcune variabili da considerare. Innanzitutto il potere degli insegnanti. Insomma le carogne le ho avute anch’io che un 6 te lo facevano sputare col sangue. Così come ci sono stati i magnanimi che riconoscendo gli sforzi fatti, ma comunque difficoltà sulla materia (vedi matematica) un colpettino fino al sei te lo davano.

Gli studenti oggi studiano? Secondo le statiche che ci propinano, pare proprio di no, visto che ci sono classi con il 70% di studenti che rischia di essere bocciato. Ma saranno classi  difficili per svariati motivi sociali? E chi lo sa?

Esistono poi materie di serie A e materie di serie B? Io mi ricordo che alcune di loro per me lo erano. Avevo 1 ora di ginnastica alla settimana, 1 ora di musica, 1 ora di contabilità (alle superiori); ai miei occhi queste diventavano inferiori d’importanza. Oggi vi dico che lo trovo sbagliato. Oggi penso che se una materia è nel piano scolastico, va affrontata come tutte le altre e spero di riuscire a trasmettere a mio figlio questo messaggio.

Alla fine cosa penso del 6 politico? Intanto che gli studenti debbano studiare. E che come in molti aspetti della vita ci vada il buonsenso da chi detiene “il coltello dalla parte del manico”. Penso che la scuola dovrebbe interagire di più con i genitori (a tal proposito vi rimando al post di Mammafelice) perchè è vero che i ragazzi si devono responsabilizzare dopo la scuola elementare, ma da lì a tenere la famiglia fuori da ciò che accade nella scuola ne passa, anche perchè i nostri figli restano minorenni praticamente fino alla fine del ciclo scolastico.

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3 Responses so far.

  1. alleg67 scrive:

    Qui, nella scuola francese succede questo: non danno molta importanza al voto in sé stesso, ma se sei un asino fatto e finito e non vuoi studiare, vai avanti lo stesso perché se ti bocciano poi rompi le scatoleun anno in piu’ e a prof e alla classe per cui, si va avanti, sbagliatissimo , ma questo é il loro concetto..
    mentre chi puo’ essere in grado di migliorare con la bocciatura lo bocciano e ritete, l’anno, ma la cosa piu’ brutta é che la maggior parte dei genitori non gnene frega niente di cosa combina il ragazzo/a, non firmano le note, non vanno ai colloqui, non chiedono se ci sono stati problemi duranti i consigli di classe etc..un menefreghismo totale, se é cosi’ già da aprte dei genitori come puo’ essere differente per i ragazzi?

  2. Marzia scrive:

    In effetti anch’io trovo molto strano l’assenteismo dei genitori dalla scuola. Mio figlio è ancora alla materna ma alle uniche due riunioni annuali su 26 bambini si presentano 5-6 genitori. Poi alla festa di fine d’anno si accapigliano per chi deve portare la pizza migliore o chi sta in prima fila a scattare foto. Non so, a me interessa di più sapere quali progetti porta avanti la scuola e cosa posso fare per migliorare la quotidianità di mio figlio.
    Certo capisco che il tempo a disposizione sia sempre poco però, senza una vera interazione insegnanti-genitori, diventa difficile creare l’ambiente ideale che spinga i ragazzi a comprendere quanto siano importanti gli anni di formazione, senza fermarsi ai voti ma come percorso verso una realizzazione personale e professionale che così spesso si perde di vista. A 15 anni è difficile capire che quanto si sta facendo o non facendo sta sulla strada del proprio futuro ma credo che tutti gli educatori coinvolti dovrebbero sempre tenerlo presente. Non è solo quella materia o quel voto. E’ porre le basi di una vita adulta soddisfacente. Almeno a me sarebbe piaciuto che me lo ricordassero di più. Forse alcuni sogni non sarebbero ancora nel cassetto.

  3. Gloglo scrive:

    @Alle: devo dire che gli insegnanti della scuola francese non mi sembrano molto motivati.Sicuramente siamo noi il primo esempio per i nostri figli e visto che la scuola non è un babyparking dovrebbe essere un dovere seguire i figli nel percorso scolastico.

    @Marzia: se la scuola è tenuta poco in conto, l’asilo tira fuori il peggio dai genitori. In una classe dove ci sono 26 bambini vuol dire che presumibilmente ci sono 42 genitori. E’ possibile che alle riunioni si presentino in 6? Secondo me no nel modo più assoluto! Se trovi il modo di essere presente alle recite di fine anno lo trovi anche per una riunione, tenendo conto che in un anno scolastico ci saranno sì e no 4 riunioni. La nostra scuola non è più vista come un percorso formativo come sottolinei tu, ma come un fastidioso dovere nell’attesa di diventare grandi. Ma se non si vivono appieno questi anni, comprendendo il concetto di impegno, che adulti ci spettiamo diventino i nostri figli?