Alchimista in libertà

…mamma al lavoro!

Postato da Gloglo 23 - mag - 2010

Di mamme blogger

Gli Angeli possono volare perchè si sanno prendere alla leggera.

Premessa: questo post è la risposta a una discussione aperta da Itmom, risposta troppo lunga da lasciare nei suoi commenti.

Cara Itmom, resettiamo tutto.

Quando due anni fa Extramamma mi segnalò in un suo articolo su una rivista (vado a memoria, non ho avuto il coraggio di cercare i riferimenti,così lontani nel tempo) mi definì una mammablogger. Io avevo aperto il mio blog solo da qualche settimana e non mi riconoscevo in quella definizione. Poi ci ho riflettuto su. Sono una mamma? Sì. Ho un blog? Sì. Ergo sono una mamma blogger. La definizione è tutta qui. Noi siamo abituati a “etichettarci”, siamo il nostro lavoro, la nostra età, il nostro peso, il nostro stato sociale, quello che facciamo. E perdiamo di vista la completezza di noi stessi.

Col tempo abbiamo visto che avere un blog soddisfava molti bisogni, diversi per ognuna di noi: solidarietà, vanità, fama, guadagno. In quest’epoca dove apparire diventa essere, avere un blog seguito ti rende famosa. E quindi vera. Sono nate blogger che hanno deciso di guadagnarci da internet, anche per poter cambiare gli stereotipi legati alla donna-mamma-lavoratrice. Hanno “rovinato” la categoria? Secondo me no. Altrimenti dovrei fare di tutte le erbe un fascio per moltissime altre categorie.

Dobbiamo creare sottocategorie di mamme blogger? Mi verrebbe il mal di testa.

Ho scoperto che avere un blog (seguito o meno) aveva un solo effetto: prendere alla leggera la maternità. Sono una madre (troppo?) giovane per un figlio così  grande ed è faticoso per me. Ci devo ridere un po’ su. Posso guardare episodi che sul momento mi hanno fatto incazzare da un’altra prospettiva. Posso guardare al di là della rabbia per vedere quello che mi era sfuggito. Le paure, i progressi, i ragionamenti di mio figlio. Posso fare un passo indietro e osservare gli avvenimenti non come madre, ma come persona. E lasciarmi alle spalle la fatica per avere la forza di fare la madre un giorno dopo l’altro, visto che il libretto d’istruzioni non esce insieme al figlio.

La mia realtà è fatta di amiche che si sono dileguate quando sono rimasta incinta, di troppi anni a parlare solo con mio figlio, mio marito, genitori e suoceri. Di persone che vivono la loro vita e, nonostante sia bello parlare con loro, i momenti d’incontro sono troppo pochi e rimediamo con lunghe telefonate. La mia natura è quella di aver voglia d’imparare e confrontarmi, di crescere. In rete ho trovato l’occasione giusta compatibile con vita, lavoro, tempo, di continuare a coltivare la mia natura. Quando ho cambiato piattaforma per scrivere il mio blog l’ho fatto perchè volevo imparare a usare uno strumento nuovo. Quando cambio la grafica al blog è perchè sperimento. Mi sento più felice di due anni fa.

Ma ho poco successo, nel blog come sul lavoro. Perchè? Ansia da prestazione. Per me avere successo è troppo legato all’aspettativa che le persone si creano. Essere umani vengono trasformati in miti e non gli è più concesso di tornare indietro. Non riesco a pensare di essere continuamente all’altezza dell’ aspettativa degli altri, così tengo un profilo basso. Questa paura dovrebbe portarmi a fare un lavoro dipendente, invece la mia libertà è più forte e mi ha spinto al libero professionismo. Che vivo in modo molto conflittuale. Non hai idea di quante volte quando un lavoro è difficile mi devo ripetere “Non sto operando a cuore aperto, sto solo lavorando a un sito. Se non  perfetto si aggiusterà”.

Io non so cosa si aspetta da me la gente che mi legge. Continuo a scrivere questo blog per me. Continuo a essere in rete per me. E ci resto coi miei tempi e miei bisogni.

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25 Responses so far.

  1. Un post che mi è piaciuto molto. Poco autoreferenziale, poco costruito, molto spontaneo. Sono una mamma, ho un blog e dunque sono una mamma blogger. Allora? Le categorie, come ci insegna Aristotele, ce le costruiamo da sole. Come anche lo snobbiamo che aleggia ultimamente tra i vari blog e che io non tollero più.

  2. itmom scrive:

    ti avevo scritto ma il commento si deve essere perso nel cyberspazio.

    grazie per questo post, io sono una mamma e una blogger, non mi sento più una mamma blogger come viene intesa ultimamente.

    tu dici che sono nate molte mamme blogger, e per questo non si possono creare le sottocategorie… hai ragione. però semplicemente io desidero sottrarmi a questa categorizzazione, semplicemente perché non mi ci ritrovo più, non sono fatta per il marketing, non mi piace, non sono fatta per gli incontri di categoria, insomma per dirla alla woody allen: non vorrei far parte di un club dove accettassero gente come me…

  3. newmoon35 scrive:

    Concordo in pieno con entrambe. Ho aperto il mio blog per usarlo come una volta usavo il mio diario e francamente non ho ansia da prestazione (anche perchè è aperto proprio da poco), ma ho avuto modo di notare una cosa. Quando esco un attimo dalla leggerezza di certi argomenti (magari inserendo alcuni articoli di giornale che mi hanno colpita) i commenti sono a zero. Che, come dice Mammaimperfetta, la blogosfera sia un filino troppo snob per davvero??

  4. Scusate i refusi ma dal telefono è un po’ complesso. Quello “snobbiamo” sarebbe uno “snobbismo”

  5. Mammafelice scrive:

    A me piace essere una mamma blogger: in fondo lo sono. Non credo di rientrare nella ‘categoria formale’ delle mamme blogger, perchè di mommyblogging parlo poco e ne faccio poco…
    Come dice Silvia, a me la cosa che ultimamente piace poco non è tanto il marketing (perchè da quello mi so difendere), ma lo snobismo. L’esigenza di dirsi che ‘non’ si appartiene a quello o quell’altro gruppo, quando secondo me invece il senso di appartenenza può essere una cosa anche molto bella.

  6. [Finalmente una tastiera...quando mi leggo con i refusi mi sale l'acidità di stomaco :-) ]

    Che poi questo snobismo è quasi sempre collegato ad un senso malcelato di superiorità.
    Io sono arrivata prima, io ho un blog diverso, io parlo anche di altro. Io, io, io.
    E allora? Mi vien da dire.
    C’è bisogno continuamente di dire che non ci si riconosce se non ci si riconosce?
    Sul marketing ho espresso la mia una sola volta in non mi ricordo quale blog e non mi ripeto se non nella libertà che concedo a chiunque di gestirsi come meglio crede senza per questo pensare che chi aderisce a qualche iniziativa stia buttando la testa all’ammasso.

  7. Mammafelice scrive:

    Ecco, quoto in tutto e per tutto Silvia.

  8. Gloglo scrive:

    @mammaimperfetta: snobbismo? Mi sa che mi sono persa dei pezzi. Oppure frequentiamo blog diversi. Io ho più problemi con FB dove ogni giorno ricevo richieste di amicizia da persone che non ho la più pallida idea di chi siano. Mi spiace sembrare maleducata, ma se mi chiedi amicizia presentati un po’ meglio di una spunta su un nome solo perché sono tra gli amici di altri.

    @ itmom: io invece non ci bado a come vengono classificate le mamme blogger ieri e oggi. Un giorno dovrò difendermi da una generalizzazione di contenuti? Può darsi, ma ci penserò a tempo debito. Dal marketing resto fuori, gli incontri di categoria mi piacciono, ma mi piacciono di più i tet-a-tet di quando capitano a Torino o io sono in viaggio.

    @newmoon35: anche io ho trasportato il mio diario cartaceo in digitale, semplicemente perché così ho potuto confrontarmi. Anche io ho notato che viene più commentato ” quanto rutta mio figlio” che le mie riflessioni su episodi vari. L’e’ parei.

    @mammafelice: anche a me piace essere una mammablogger. Neanche io sono particolarmente attiva nel mommyblogging, non mi convince del tutto, ma resto una mammablogger. Ma insomma chi e’ che ” se la tira?”

  9. Gloglo scrive:

    Le mie risposte precedenti sono cominciate prima di scoprire che si erano aggiunti altri commenti e solo dopo aver pubblicato me ne sono accorta.
    Mammaimperfetta, questo tuo ultimo commento mi sembra un attacco diretto a Itmom, visto che lei afferma buona parte di ciò che a te fa ridere, e non posso appoggiarlo. Nel caso mi fossi sbagliata, trovo comunque sia stato un commento piuttosto acido il tuo (colpa dei refusi?).
    Se qualcuno sente il bisogno di sostenere continuamente che non si riconosce, che è più bello, più bravo, più-più è un suo diritto farlo, specialmente a casa sua. Come sempre scegliere di continuare a seguirlo o meno è il nostro di diritto.
    Questo post non è nato con l’intento di dividere la rete in fazioni pro o contro il termine mamma blogger. Un post ha stimolato in me una riflessione che ho deciso di condividere. Di difendere posizioni non ne sento il bisogno.

  10. Mammafelice scrive:

    Oddio, io non l’ho affatto letto contro ITmom, altrimenti non l’avrei appoggiato, perchè a me Costanza piace da matti.

  11. Itmom? Mah!
    Io, guarda, proprio non ce l’ho nè con lei nè con nessuna. E sono una che quando ha qualcosa lo dice apertamente. Sono così di indole, figurati.
    Sono solo stufa di queste classificazioni in cui ci su cala o da cui ci si tira fuori.
    Io credo che le etichette e le “disetichette” dividano sempre un po’ le persone. Il “divide et impera” che tanti danni ha fatto.
    Non è mia maniera attaccare o giudicare. Se mi leggi lo saprai bene.
    Ciao.

  12. itmom scrive:

    grazie per il Mah!, mammaimperfetta, non me lo aveva mai detto nessuno.

  13. Panzallaria scrive:

    il problema delle categorie è che sono riduttive, che qualsiasi cosa viene fagocitata e si brasa tutto. Io sono snob come dice mammaimperfetta, ma di questo modo di intendere le mammeblogger sono un po’ stufa: si dice sempre le stesse cose e ogni esperienza viene ricondotta a un pensiero unico che non mi è mai appartenuto. Preferisco le sfumature. Anche perché ora sto portando avanti una lotta che dovrebbe coinvolgere tutte le donne e mi tocca sempre far capire che non sono incluse solo le mamme e tutto è dovuto all’etichetta che mi porto incollata. Poi sono la prima ad averla cavalcata questa etichetta, ma un conto è partire dal generale per poi entrare nel dettaglio delle singole esperienze, un conto è fare che tutto sia uguale. Poi scusate, ma qui sembra che si debba andare per forza tutti d’accordo. Dietro le quinte si parla di simpatie e antipatie e poi nei commenti sembra che tutte siano superamiche di tutte.
    Mi mette a disagio.
    Francamente
    Detto questo: Itmom ogni giorno diventa di più il tipo di blogger a cui vorrei assomigliare. Brava! Pacatamente e con arguzia riesce sempre a dire le cose bene. Io sono molto più gigiulona.

  14. alleg67 scrive:

    riflessione molto acuta, grazie per averla condivisa..
    io sono una mammablogger un po’ particolare visto che vivo all’estero..
    e sono fuori da molte cose che fanno le mammeblogger, credo che ognuno debba fare cio’ che si sente, alle volte incontri persone che ti piacciono alle volte no..ma tanté…
    io con il blog ho conosciuto persone meravigliose (compresa te) che da vistuali sono diventata reali e questo mi basta, non sono famosa e non mi interessa… bisogna essere noi stessa per stare bene…per il resto..

  15. newmoon35 scrive:

    ieri ho lasciato un post su anniversario strage di Capaci, niente di autorevole, per l’amor di Dio, solo qualcosa “di pancia”, commenti “0″. tempo fa ho scritto un post su i lavori di casa, commenti “4″. (non un gran numero, ma tant’è). Mi piacerebbe pensare che noi mamme andiamo oltre i nostri pupi…….

  16. Marzia scrive:

    Scusate se mi intrometto in questa discussione, io che certo sono donna e madre ma non blogger. Vorrei essere solo un diverso punto di vista.
    Fino a qualche mese fa per me Internet era lavoro. Stop. Poi, spinta da un’autostima che per fortuna non è mai morta, ho iniziato a cercarvi qualcosa che mi aiutasse a capire perchè una donna quasi quarantenne, di discreta cultura, capace sul lavoro di gestire tempi persone e obiettivi, non fosse in grado di trascorrere mezz’ora in pizzeria con la famiglia senza essere guardata con disapprovazione da mezza sala o perchè non fossi in grado di trovare dei calzini sufficientemente comodi da non far esplodere mio figlio in una rabbia feroce. “Sei una pessima madre” non mi bastava. E così sono arrivata a Genitoricrescono.com, ad un libro americano che mi ha fatto cambiare prospettiva sul mio bambino, a Gloria (a cui mi legano almeno 2 affinità, un figlio complesso e la città in cui viviamo) e a tutte voi. Sono un ospite spesso silenzioso, nella timida inerzia di chi teme di riproporre sempre e solo il suo “Problema”, perchè le nostre vite rumorose spesso assordano i sentimenti migliori. Così finisce che il destino dei pannolini lavabili diventi più rilevante di quello della riforma scolastica o delle stragi di mafia. Eppure spesso leggere una frase ben pensata e ben scritta rischiara una giornata buia. Scusate quindi questo popolo silenzioso, che mi comprende; l’energia dei vostri diari – proprio così estremamente eterogenea – non si disperde ma può diventare la spinta per riagguantare un mondo che ci è sfuggito, per i più diversi motivi. A me è successo, quindi semplicemente grazie.

  17. newmoon35 scrive:

    Secondo me non è tanto una questione

  18. newmoon35 scrive:

    scusate…mi è partito il comment prima di terminarlo…secondo me non è tanto il destino dei pannolini lavabili che è più importante delle stragi di mafia, ma noi come persone. Non lo so, è che io, pur avendo due pupi che sono la mia vita ed il mio amore, ho anche altri interessi, mi piace parlare di politica, cinema, musica, di qualunque cosa che non siano solo scuola/figli (oh, argomento vastissimo, per carità)…non vorrei essere eccessivamente polemica, ma spesso noto che quando si va oltre (e non solo nella blogosfera) l’interesse scema, e non di poco….alcune con la maternità sembrano “chiuse”, nonostante siano persone creative ed intelligentissime…..insomma…..non lamentiamoci poi se veniamo incasellate in una categoria a parte!!

  19. Gloglo scrive:

    PREMESSA: mi scuso per il silenzio di ieri, ma sono stata a Milano tutto il giorno e non ho avuto tempo di rispondervi. Rimedio oggi per ordine di commenti.

    @panzallaria: grazie intanto per aver lasciato un commento. Con le etichette, come già detto, ci dobbiamo convivere. Sembra sempre che una persona debba restare immutata nel tempo senza mai evolversi, perciò partita da mammablogger così morirai! Non possiamo far altro che continuare a ripetere “Sono anche altro!”. Si spera che prima o poi qualcuno recepisca il messaggio. Sono assolutamente concorde che non si debba per forza andare tutte d’accordo ed esserci tutte simpatiche. Come ho commentato al tuo post, difficilmente frequento il tuo blog, mentre con altre c’è proprio un’antipatia “a pelle” (se mi passi il termine) e va bene lo stesso. Suppongo che neanche le suffragette si piacessero tutte, nel momento in cui si trova un argomento comune lo si porta avanti, ma non per questo ci si deve piacere come persone.

    @Alle: grazie del complimento (emozione…). Dal mio punto di vista sei famosa, ma dipende sempre dalla cerchia di blog che si frequenta. In effetti sono bel altri i blog che diventano famosi, grazie anche al fatto che nascono dei libri dai blog. Il poter essere spontanei credo sia la base del motivo per cui scriviamo.

    @newmoon35: lo so che è così, come già detto nella risposta precedente. Forse si ha solo voglia di non impegnare i neuroni, forse la quotidianità è già così incasinata che uno vuole solo svagarsi e invece di guardare la tv legge i blog. Ma io credo che le cose possano cambiare, magari ci metteranno solo un po’. Continua a scrivere anche “impegnato”, qualcuno prima o poi commenterà! ;-)

    @Marzia: devi proprio scusarti di niente. Se i commenti sono attivi puoi tranquillamente intrometterti! Mica ci vuole l’invito di categoria! Io ho conosciuto i blog delle eco-mamme (etichetta!etichetta!) da una rivista e poi da lì sono rimbalzata di blog in blog. Ho commentato tanto fino a quando mi sono resa conto che avevo così tanta voglia di dire la mia che per non essere inopportuna ho aperto il mio spazio. Sarò ripetitiva o magari anche un po’ groupie, ma il motto di Itmom è sacrosanta verità. La società che mi circonda si mette d’impegno a farmi sentire una cattiva madre, ma conoscendo altre madri in rete mi sono resa conto che in realtà sono una madre nella norma. Capisco quando dici che riproporre sempre lo stesso problema può diventare eccessivo, ma solo se lo condiviti sempre con le stesse persone, specialmente se queste persone non sono in grado di capirti appieno perchè non lo provano. Si può però “tormentare” chi ci capisce. E magari in due si tira fuori una soluzione.
    Oh shura sei di Torino, neh… ti scriverò in privato allora. Cerea.

    @newmoon35 (e Marzia): del destino dei pannolini lavabili me ne fotte una …. Mio figlio ha quasi 8 anni, capisco che tra gravidanza e primi anni si concentrino le esperienze più aneddotoriali (ma esiste questa parola?) e che sia il periodo in cui più si hanno dubbi, però… che palle! Anzi proprio perchè mio figlio è così grande che i deliri della Gelmini mi toccano e ne voglio parlare. E non discutere solo di mio figlio (mica è una mia protesi) ma anche del resto. Forse è più facile lamentarsi di come un figlio boicotti la tua vita sociale che fare un post sull’ultimo film che hai visto (oddio chissà quale è stato il mio?) e sperare che a qualcuno interessi…

  20. SuzieD scrive:

    Non sai quanto mi fa piacere leggere il tuo post.
    Ti seguo silenziosamente ormai da un po’, così come seguo ITMom, PiattiniCinesi, Extramamma..
    Quando ho deciso di aprire il mio blog che di “mammesco” all’inizio non aveva niente, lo avevo fatto per parlare dei libri che leggo. Poi da “recensora”, mi sono trasformata in “mezza politicante” parlando delle disavventure della scuola di mia figlia e del mio impegno concreto per risolverle, da qui a parlare anche di mia “figlia” il passo è stato breve, ma nel frattempo ho continuato a scrivere dei libri che leggo e del significato dell’essere donna in questa società.. tema che mi appassiona molto..
    Ti dicevo, vi ho seguito più o meno silenziosamente, perchè non mi sono mai identificata con un’etichetta (come ti dicevo sono passata attraverso diverse “cose”..) , solo che io non sono mai riuscita a sentirmi parte di questo, o almeno solo di questo. A volte mi è dispiaciuto, lo percepivo come un’isolamento, altre volte ho pensato che sono fatta così: non sono solo una mamma, ma sono anche una donna e la cittadina di un paese, una lavoratrice, una moglie.. sono tutto questo.
    Come tutte noi!

  21. Panzallaria scrive:

    newmoon35 ha toccato anche uno di quelli che considero tasti dolenti per me. ogni volta che scrivo un post lamentoso o parlo dell’educazione di mia figlia piovono commenti, tutte le volte (e sono la maggioranza) che scrivo di altro, i commenti sono di meno. PERCHE’?
    Mi piacerebbe che la stessa passione che alcune mettono per difendere il loro punto di vista legato alla mammitudine tracimasse e desse una visione plurale e non stereotipata della mammitudine stessa. Tutto qua.
    Per quanto riguarda antipatie, sono perfettamente d’accordo con Gloria, quello che contesto è che magari in chat (e mi è personalmente capitato) una ti racconta quanto trovi pesante e odiosa l’altra e poi vai sul blog di quella e trovi solo commenti entusiasti della prima.
    a me mette a disagio questa falsità e mi fa – francamente – girare a chiappe strette.
    per questi e altri motivi, dico davvero, leggo due blog di mamme e non perché sono mamme ma perché scrivono bene e mi fanno stare bene.

  22. Gloglo scrive:

    @SuzieD: grazie del tuo commento e benvenuta! Io credo che a volte si senta il bisogno d’identificarsi in qualcosa e non è per forza sbagliato. Credo che l’importante sia non arroccarsi e permettersi di sentirsi molte cose insieme. Un po’ come i sentimenti che proviamo in una giornata. Al mattino magari si è un po’ arrabbiati perchè si è trovato traffico, poi al lavoro fila tutto liscio e si è felicissimi e ci si ritrova la sera un po’ annoiati. Insomma ciò che si prova non è sbagliato, è solo quello che si prova!

    @Panzallaria: che aggiungere? Concordo su tutta la linea, anche se forse seguo più blog di mamme di te, ma in alcuni casi ho trovato delle persone con cui mi relaziono davvero bene. Per la cronaca in due anni questo è il post che ha ricevuto più commenti. Sich! :-)

  23. Silvia gc scrive:

    E allora aggiungiamone un altro, così consolidiamo il record.
    Ho difficoltà ad identificare la categoria. Ci ho provato a pensare le mamme blogger come un’entità (movimento di pensiero? corrente? nuova forza sociale?), ma continua a sfuggirmi l’unicità della categoria.
    Come dici tu, Gloria, sono mamma, forse sono blogger (ma in fondo sono sempre la “spalla” di Serena), ma sono anche diverse altre cose.
    Una cosa è certa: l’esperienza mi piace; in questo nuovo gruppo di frequentazioni ho trovato persone che mi interessano con le quali provo interesse a condividere non solo opinioni, ma anche progetti; finchè durerà l’entusiasmo, ci sarò.
    Poi le pagine si sfogliano nel corso della vita e quello che ora c’è, magari tra qualche anno sarà sfumato via. Insomma, mi interessa ora, ma non è detto che mi interesserà domani.
    Il tutto con seria leggerezza e con lieve serietà!

    (in mezzo a quel caos non sono riuscita a salutarti come si deve, ma sono stata contentissima di conoscerti di persona)

  24. M di MS scrive:

    Anch’io sul mio blog proprio di recente (http://managerdimestessa.wordpress.com/2010/05/19/ieri-oggi-e-domani/) mi sono chiesta, con molta leggerezza, che cosa sarà dei nostri blog, che senso hanno o potranno avere. Al di là delle risposte forse sono più importanti le domande.
    In ogni caso l’etichetta di mamma blogger un po’ sta stretta anche a me, perchè se un uomo apre un blog non è che subito viene etichettato come papà blogger;)
    Resta il fatto che nella mia vita i figli, anche per la loro età, sono il mio interesse principale, pur avendone molti altri che riesco anche a coltivare. E quindi mi viene molto spontaneo scrivere di argomenti che li riguardano o riguardano il mio essere madre. Certo è che nel mio blog parlo anche di tante altre cose, per es. a me è sempre interessato il marketing e ogni tanto ci faccio un post. Oppure qualche bel film o bella mostra. Un viaggio.
    Ciò non di meno resto una mamma blogger.
    E bisogna anche essere sinceri: grazie a questa etichetta, che non ho scelto ma mi è stata appiccicata (da chi? giornali, aziende, agenzie, boh!) mi si presentano spesso opportunità per fare cose che mi divertono molto. E quindi mi sta anche bene passare per mamma blogger, pure se questa definizione mi fa sentire un po’ beghina e mammina noiosetta agli occhi dei miei amici single…

  25. Gloglo scrive:

    @Silvia gc: assolutamente d’accordo col tuo pensiero. Finchè mi piacerà lo farò. Semplice! Anche io sono stata contentissima d’incontrarti di persone, è sempre bello associare “carne” a lunghi scambi telematici. Purtroppo lunedì sono stata trascinata via dalla mia ospite (del resto l’avevo già abbondantemente lasciata sola all’inizio!) così non siamo riuscite a scambiarci i saluti come si doveva. Alla prossima!

    @MdiMS: il tuo commento era stato inserito tra gli spam per via del link diretto. Nessun problema, metti pure tutti i link che vuoi! Anche a me piace il fatto che vivendo anche nella blogosfera mi si presentano occasioni che difficilmente avrei nella vita normale, anche perchè nel mio ufficio siamo sempre i soliti 4 gatti. E uscita di qui c’è subito il pargolo. Figurati che sono riuscita a parlare con alcune delle mamme dei compagni di mio figlio solamente martedì scorso dall’inizio dell’anno. Per scoprire poi che sono simpaticissime e coltiveremo questa simpatia! Assurdo!