In questo periodo sono in po’ sommersa dagli impegni, perciò la stanchezza mentale galoppa. Il fisico ad oggi regge. Ma la stanchezza mal si sposa con il genitore di un bambino amplificato.
Cosi sopraffatta dal sovraccarico neurale, entro in uno stato catartico e mi pongo domande ancestrali…
Dal 1959 sono stati riconosciuti dall’ONU ai bambini una serie di diritti in quanto tali, tra i più ovvi (per noi):
- art.4 – Il diritto ad una alimentazione sana, alloggio e cure mediche;
- art.6 – Il diritto ad amore, comprensione e protezione
- art.9 – Il diritto alla protezione contro qualsiasi forma di negligenza,
crudeltà e sfruttamento
Ovviamente questi diritti comportano una serie di doveri in noi genitori, tra cui anche quello di mantenerci in buona salute per poter continuare a fare i genitori e le responsabilità legali derivati dal fatto di avere patria potestà sui figli.
La Convenzione Europea dei diritti dell’uomo dichiara che:
- Articolo 3 – Divieto della tortura. Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.
In un lungo anno scolastico mio figlio ha:
- protestato tutte le mattine per andare a scuola
- protestato tutte le sere per andare a dormire
- protestato per poter avere più tempo da dedicare ai videogiochi
- protestato perchè doveva fare i compiti
- protestato sul dover mantenere la sua igiene personale decorosa
- protestato sul minimo sindacale di attività fisica quotidiana
Io credo sussistano gli estremi per appellarmi alla convenzione europea sui diritti dell’uomo (e della donna!).
Così lancio un’iniziativa: SCRIVIAMO LA CARTA DEI DIRITTI DEL GENITORE. Così, per gioco. Per fare il punto della situazione.
Nota (doverosa per chi non mi conoscesse):
mio figlio NON è un teppista, nè noi siamo genitori inadeguati. Ci confrontiamo semplicemente con la realtà quotidiana di un figlio settenne con molto carattere.
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gloria, ti capisco. mio figlio non è amplificato ma ha sicuramente una capacità di scassamento di maroni amplificata. da quando è nato è un braccio di ferro psicologico continuo. un po’ di sollievo l’ho trovato sacaricadomi dal sito di filastrocche il sorrisometro. non risolve, ma quando lui ti dice che la sua faccia è quella musona e tutta rossa di rabbia almeno prende coscienza. prova. al limite lo usi per te e ti sfoghi a segnare faccette ingrugnate
Ho scoperto solo da qualche mese la definizione “amplificato” ma si è completamente adattata a mio figlio Alex. Quindi condivido ogni parola, capisco la sensazione di essere “prigioniera di guerra”, vorrei tanto una carta dei diritti! Magari prima che a settembre il mio nano inizi la scuola elementare .. sento già che la prigionia si trasformerà in carcere duro ..
Ciao! Ho scoperto il tuo blog grazie all’intervista su genitoricrescono; è un po’ che ti leggo senza commentare….Mio figlio si avvicina molto alla descrizione di bambino amplificato e leggere il tuo blog, in un certo senso, mi alleggerisce e da’ conforto!
L’elenco delle proteste di tuo figlio lo condivido in pieno e a volte è veramente dura…!
- Il diritto di dire “sto pensando ai fatti miei di essere umano e non necessariamente di madre: smaterializzati per mezz’ora, tesoro”;
- il diritto di essere ascoltati, almeno ascoltati: non dico il diritto all’ubbidienza, non mi permetterei mai, ma almeno ascoltare per una frazione di secondo;
- il diritto di dormire una notte di fila;
- il diritto di vedere sprofondare i figli nel sonno non più tardi delle 21;
… sto andando a ruota libera… mi verrà in mente altro. Poi torno.
@Marzia: l’inizio di un ciclo scolastico con un figlio amplificato è molto delicato, magari con Silvia di Genitori Crescono tireremo giù un vademecum alla sopravvivenza del genitore!
L’unico consiglio che mi sento di darti è di predefinire cosa ti aspetti da lui e magari concordare premi e castighi. E rimani flessibile. E’ l’unico modo per non farsi venire un esaurimento nervoso!
@mammachi: grazie del tuo commento e benvenuta. Conosco bene la sensazione “mal comune, mezzo gaudio”, è per questo che ho cominciato a partecipare alla comunità mammeblogger. Il bello di tener duro con un bambino amplificato è che poi anche le soddisfazioni sono amplificate!
@silvia gc: grazie per il contributo, preparerò una pagina apposta per “la carta dei diritti del genitore”, magari pubblicizzamela un po?
Ecco ho dimenticato piattins! Scusa!
Il sorrisometro lo conoscevo già e ho già provato a usarlo, finendo per stressare ancora di più la giornata! Oltretutto mio figlio ragiona a compartimenti troppo stagni e in questo periodo stiamo lavorando sul fatto che una giornata è piena di stati d’animo diversi, che non per questo uno è sbagliato rispetto all’altro, ma che non deve dichiarare una giornata schifosa perchè l’ultima cosa della giornata non è stata di suo gradimento! Uff, sempre faticoso!
Gloglo, ringrazio te e Silvia gc in anticipo per tutti i consigli utili che potrete fornimi per superare l’impatto con la scuola primaria.
Nel frattempo mi piacerebbe aggiungere qualche punto alla lista dei diritti:
- diritto ad un pasto di almeno 15 minuti senza interruzioni
- diritto a dormire almeno una mattina al mese fino alle 8
- diritto ad una conversazione telefonica di almeno 10 minuti consecutivi, senza urli di sottofondo
- diritto ad una tranquilla passeggiata senza dover mantenere il ritmo di un maratoneta
- diritto a rimanere imbronciata almeno 5 minuti dopo una giornataccia senza continui solleciti al sorriso (da chi, poi!)
- diritto a pronunciare almeno un sacrosanto NO senza correre il rischio di innescare un’esplosione vulcanica
Ops, abituata a gestire un fanatico dei numeri mi sono resa conto di aver quantificato tutti i miei desiderati “diritti”. Perdonatemi.
Grazie a te Marzia per i tuoi diritti! Non ho capito però cosa intendi per “Quantificato i diritti”
“5 minuti”, “15 minuti”, “8 di mattina” … questa è la quantificazione del tempo che mi aiuta nella gestione delle giornate con Alex.
Sono talmente assuefatta che ora la uso anche nelle conversazioni tra adulti!
Mio figlio codifica la maggior parte delle informazioni sotto forma di numeri, a 5 anni ha imparato a leggere anche i numeri romani!
Ora che ci penso, tra i miei diritti aggiungerei “Diritto alla vaghezza”.
Mi piace quest’idea della carta dei diritti, è molto vicina a quella della dichiarazione d’indipendenza che avrei sempre avuto in mente per VereMamme e che comincia, tipo, con: “tutte le mamme sono create DIVERSE.. e hanno il sacrosanto diritto di perseguire la propria felicità.. ciascuna a modo suo”
baci
…..E NON SPERATE CHE CRESCENDO LA SITUAZIONE MIGLIORI…..QUANDO COMINCIANO A PORTARE A CASA LE AMICHE E’ UN ANDIRIVIENI CONTINUO DI SCARPE MUTANDE MAGLIETTE FERMAGLI PIASTRE X CAPELLI CHE INVADONO LA CASA E NON SAI NEMMENO DI CHI SONO…”NON TOCCARE NIENTE,TANTO DOMANI SE LI VENGONO A PRENDERE…..!!!!NON E’ MAI SUCCESSO…HO DOVUTO MINACCIARE MIA FIGLIA DI BUTTARE TUTTO NELLA PATTUMIERA PER RIPULIRE CASA DALLE COSE PRESTATELE E ALMENO 2 MESI PER RIAVERE ,IN PARTE!!!!!,MAGLIONI,GIUBBOTTI,SCIARPE E ALTRE COSE CHE LEI AVEVA PRESTATO!!!E QUANDO SI FIDANZANO E’ PEGGIO….
@Katya: sì mi aspetto una cosa simile, per questo dovremmo preparare un documento “globale” da tenere appeso in camera dei figli fino alla loro uscita di casa! Grazie del commento.
Vi scrivo con la speranza di una risposta concreta e esauriente.
Abbiamo una figlia adolescente che quest’anno frequenta il primo anno di una scuola superiore. Ha inniziato l’anno con tanta disinvoltura, cosa che, ha distanza di pochi mesi, ha portato a:
1. resultati pessimi in più delle materie, e
2. Insistenza indiscutibile per cambiare l’indirizzo nella stessa scuola.
La nostra paura che se le si permette questo cambiamento, si apre un campo per future discussioni e non accettazione dell’impegno per affrontare le difficoltà, e quindi di non crescita e responsabilizzazione.
Per questo ci siamo imposti alla sua richiesta almeno finche non migliora i voti.
Come risposta abbiamo avuto un muro e minacce che lei non andrà a scuola, che boccerà, e che noi non le possiamo fare niente.
Siccome siamo genitori che hanno sempre lavorato per il suo bene, tenendo considerazione i suoi desideri e bisogni, questo ci sembra un ostacolo che noi ci è facile gestire. Da una parte, non ci va di essere riccatati per un qualcosa che sia di dovere di ogni futuro citadino per cui chiediamo gentilmente delle informazioni sul cosa fare in questi casi. Ci sono dei diritti che noi genitori abbiamo in queste occasioni? Se lei davvero si impunta e non ci va a scuola, cosa le possiamo fare?
Con grande speranza di ricevere qualsiasi cosa di tipo informativo (siti web da consultare, persone o mediatori familiari, libri o altro).
Vi sarò infinitamente grata,
Cordiali saluti,
D
acisud@yahoo.com
DIRITTI DEI GENITORI:
IL DIRITTO DI POTER SALUTARE UN’AMICA INCONTRATA PER STRADA, SENZA ESSERE STRATTONATA OGNI 10 SECONDI.
@Maria: grazie Maria per il tuo commento e scusami per il ritardo nel risponderti. Direi che questo è un sacrosanto diritto, lo metto subito nella “Carta”. Un abbraccio
Bellisimo!
- Il diritto di andare in bagno DA SOLA, senza nessuno che mi faccia “compaNia”, grazie!
- il diritto a un saltuario bagno caldo rilassante a un orario decente, sempre senza compaNia!
diritto del genitore:
1-poter vivere senza essere disturbato con chiamate e gridi,litigi e lamenti dei figli
2-dire di NO senza che il figlio si lamenta e si mette a piangere
3-giocare anche lui/lei/loro al computer senza fretta!!!