Se la vostra giornata è stata troppo flemma e avete voglia di incazzarvi un po’, questo è il film che fa per voi.
Il fim è del novembre 2009, ma è arrivato in Italia a fine aprile 2010. Perchè? Presumibilmente perchè parla di come il cristianesimo si affermò con la forza nell’impero romano durante il IV secolo d.c. In Italia funziona così, si sa, ma non lo si dice.
Facciamo un passo indietro. Agorà era ” il centro della polis, sia dal punto di vista economico e commerciale (in quanto sede del mercato) che dal punto di vista religioso, poiché vi si trovavano i luoghi di culto del fondatore della città o della divinità protettrice, oltreché politico, in quanto era il luogo della democrazia per antonomasia, dato che era sede delle assemblee dei cittadini che vi si riunivano per discutere i problemi della comunità e decidere collegialmente sulle leggi, ma era contemporaneamente il luogo del mercato e il centro economico e politico, e perciò vi sorgevano gli edifici pubblici, gli uffici, i teatri. L’agorà fu un’autentica invenzione urbanistica, che non trovò riscontro né nei centri del vicino Oriente né in quelli micenei dove tutto dipendeva dal re e non c’era bisogno di un luogo dove tenere l’assemblea.” (fonte Wikipedia)
E’ infatti nell’Agorà di Alessandria d’Egitto che si svolgono le scene cruciali del film.
La bella ragazza che vedete nella locandina rappresenta invece Ipazia, la cui figura fa da perno al racconto: filosofa, matematica, astronoma, insegnante della scuola d’Alessandria (tenuta nella famosa biblioteca) martire del libero pensiero, brutalmente assassinata dai parabolani (una frangia monastica del neonato cristianesimo) su ordine dell’allora vescovo di Alessandria San Cirillo (perchè ovviamente ne hanno fatto un santo). Uccisa per due semplici motivi che saranno poi alla base del genocidio fisico, ma soprattutto morale, che madre chiesa perpetuerà nei secoli bui della nostra storia: era una donna ed era intelligente. Ha inoltre avuto la pessima idea di restare single, perchè la scienza era il suo grande amore.
Il fanatismo religioso (di qualunque religione) lascia dietro si se’ il cadavere della ragione e di tutte quelle qualità che come figli di dio (se ci credete) ci rendono meravigliosi. Ipazia, nel suo essere eclettica, influiva anche nel potere politico vera ragione della sua uccisione in un contesto dove il potere temporale voleva spodestare quello laico.
Sebbene il film abbia ricevuto parecchie critiche in quanto troppo hollywoodiano e con alcune imprecisioni storiche, trovo sia da spunto per riflessioni molto profonde.
Bellissimo secondo me il modo in cui il regista ha rappresentato come il vescovo Cirillo abbia mandato messaggi politici al prefetto di Alessandria, usando le parole delle Lettere di San Paolo, come per esempio questo passaggio “34Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. 35Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.” (lettera ai Corinzi).
Il messaggio era chiaro: fuori Ipazia, con le buone o con le cattive.

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come sempre siamo messe da parte….e tuttuo ebbe inizio da li’..come non arrabbiarsi?
Anch’io lo voglio vedere, Rachel Weisz (sono sicura che lo spelling è sbagliato) per me è la più bella attrice che ci sia in giro. Ma al di là di questo commento maschilista anche la storia mi interessa molto. Hai fatto una bellissima e approfondita recensione. C’è da incavolarsi di bestia… per approfondire la rabbia ho anche il libro che è uscito di recente…
@Alle: anche io mi sono molto, molto arrabbiata.
@extramamma: anche io ho trovato l’attrice veramente molto bella. Che male c’è ad apprezzare la bellezza?
Grazie per i complimenti alla recensione. Anche io ho un riferimento a un libro, che presto provvederò ad acquistare. Un abbraccio.