In attesa che il folle informatico si svegli per portare il camper a fare il controllo delle infiltrazioni semestrale, in fondo dobbiamo solo arrivare fino a Milano, ho deciso di sedermi e digitare un po’ di queste (chiamiamole così) vacanze. Prima coffee però.
Causa trasloco nel nuovo ufficio (qualcuna è passato a vederlo e sa di cosa sto parlando) le vacanze sono state relegate alla condizione di se-forse-quando. In pratica niente. Grazie alla magnanimità dei genitori di un compagno di classe dell’erede, abbiamo trascorso qualche giorno in montagna da loro solo io e il figlio.
Un evento catartico praticamente. Mi vengono in mente tutte quelle persone che scelgono di trascorrere le vacanze nei monasteri et simili alla ricerca di se stessi, di risposte e affini. Sbagliate! Passate una settimana con delle persone con cui siete appena in confidenza, in un luogo diametralmente opposto alle vostre preferenze, con vostro figlio che litiga in continuazione con l’altro bambino. Vi assicuro che capirete moltissimo su voi stessi.
Prima di tutto il viaggio. Ho dovuto guidare per un paio d’ore e nella mia normale routine questo è un evento più unico che raro. Ma ho scoperto che non mi piace l’autostrada. Mi dà un senso di noia profondo, al limite dello sbadiglio. Pertanto ogni area di sosta è stata nostra, per due passi e qualche stiracchiamento. Cosa diversa percorrere le statali. Il variare del paesaggio, l’alternarsi di luci e ombre mi tengono ben desta, anche se ovviamente non posso godermi il paesaggio fino in fondo.
Ho scoperto che la mia tolleranza di convivenza con i conoscenti è di due giorni. Il terzo (così come recita il proverbio) puzza. Arrivare al quinto è stata un’impresa titanica. Essere ospitati ti mette sempre nell’imbarazzante situazione di equilibrare gratitudine senza sconfinare nell’invadenza e delimitare i tuoi spazi in casa d’altri quando le loro abitudini sono così lontane dalle tue. Risultato: praticamente una settimana insonne e 4 giorni senza cacare.
La parte più dura sono stati i bambini. Entrambi figli unici si sono ritrovati a gestire una situazione nuova per loro (la condivisione di spazi, risorse e tempo). Hanno reagito come fanno due fratelli: si sono scannati per tutto il periodo. Un bambino non ha ancora dentro di sè tutto il vademecum della buona educazione sociale, pertanto le pretese di mio figlio in realtà erano normali pretese di un bambino di 8 anni. Io ho passato tutto il tempo a cercare di mediare, a sgridare, a tenerli separati, più per convenzione che per convinzione. Io li avrei lasciati a prendersi a pugni finchè non si stancavano.
Da qui ho capito che non mi piace intromettermi nella vita di mio figlio e nelle dinamiche di relazione che si crea. Deve camminare da solo. Alla fine per paura che il proprio figlio passi per maleducato, e quindi che tu venga considerato un pessimo genitore, si tirano le briglie ai figli come cavalli. Ma li vedi che scalpitano. E parecchio.
Se le vacanze dovevano rigenerarmi e alleggerirmi del carico annuale di preoccupazioni in vista di nuovi impegni, non l’hanno fatto.
Se le vacanze dovevano essere un gradino evolutivo nel mio cammino di vita allora sono state ok.
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almeno qualcosa di positivo: un passo nel cammino della vita!
capisco perfettamente cosa vuoi dire. speciamente se sei l’unico genitore può essere molto dura, perché devi fare tutta la parte di mediazione da sola, e siccome sei sol sei tu quella che si deve maggiormente adattare. dopo varie esperienze credo che in questi casi sia meglio aspetare che i bambini possano andare ospiti da soli.
comunque coraggio, ci sono estati un po’ così, e altre per fortuna decisamente meglio. e magari esce fuori qualcosa in inverno. in bocca al lupo per l’ufficio
Tesoro come ti capisco!!!
Ho visto quel fantastico ufficio edai poi dopo siete sistemati suvvia!!!
Certo andare a casa di qualcuno che si conosce appena con un bimbo di 8 anni non é facile, epro’ dai é andata, poi hai conosciuto lati di te che non conoscevi per cui bene!!!
Ti auguro di avere qualche giorno di vacanza piu’ avanti epr poterti riposare, prima di pubblicare il post sulla nostra gita di mando mail…baci!!
@polly: sempre guardare il lato positivo! Piccolo e nascosto, ma di solito c’è sempre.
@piattins: sì essere il solo genitore non ti permette mai di tirare il fiato, se non quando finalmente il figlio dorme. Attenderemo tempi migliori e figli più grandi, anche se a quel punto sorgerà spontanea la domanda: mio figlio si comporterà bene? Per quanto riguarda l’estate non ci posso far niente. Speriamo in un bell’inverno, magari più mite di quello passato per riuscire a togliere la muffa al camper
@alle: grazie Alle. Per adesso è andata, forse un giorno diventerà un quasi divertente aneddoto. Alla fine mi sono comprata anche io il libro che ti ho regalato e l’ho letto in due giorni!