Alchimista in libertà

…mamma al lavoro!

Postato da Gloglo 28 - lug - 2011

Disgrafia e disortografia

Con l’erede abbiamo passato parecchie settimane tra test dell’attenzione, logopedista, foniatra. Alla fine abbiamo avuto una diagnosi: disgrafia e disortografia. Quindi posso dire che mio figlio è un bellissimo bambino amplificato, disgrafico e disortografico. Che pazienza che cè vò :-)

Qui una parte della definizione da Wikipedia

Disortografia
La disortografia è un disturbo specifico della scrittura che non rispetta regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto non imputabile alla mancanza di esperienza o a deficit motori o sensoriali. Alla disortografia si affianca spesso la disgrafia che è un disturbo del ritmo neuromotorio della scrittura (nulla a che fare con la calligrafia) non sempre dipendente da altri disturbi specifici dell’apprendimento. I sintomi della disortografia possono essere omissioni di grafemi o parti di parola (es. pote per ponte o camica per camicia), sostituzioni di grafemi (es. vaccia per faccia; parde per parte), inversioni di grafemi (es. il per li; spicologia per psicologia).

Giusto ieri l’erede si è incaponito su una parola che lui insisteva essere “venderli” invece di “vederli”, che ovviamente stravolgeva il senso della frase. Lui si rendeva conto del fatto che la frase non aveva senso, ma per fargliela leggere giusta ho dovuto fargliela sillabare.

Disgrafia
La disgrafia è un disturbo specifico della scrittura nella riproduzione di segni alfabetici e numerici; può essere legata ad un quadro di disprassia, può essere secondaria ad una lateralizzazione incompleta, è caratterizzata dalla difficoltà a riprodurre segni alfabetici e numerici e infine riguarda esclusivamente il grafismo.
La mano dei bambini disgrafici scorre con fatica sul piano di scrittura e l’impugnatura della penna è spesso scorretta. La capacità di utilizzare lo spazio a disposizione per scrivere è, solitamente, molto ridotta: il bambino non rispetta i margini del foglio, lascia spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole, non segue la linea di scrittura e procede in “salita” o in “discesa” rispetto al rigo.

E su questo non mi soffermo sull’ ordine dei quaderni del figlio.

La cosa che più mi colpisce è il fatto che questa diagnosi non vuol dire che mio figlio è incapace di apprendere perchè non è un disturbo dell’apprendimento. Solo che scrivere quanto ha appreso è tutto un altro paio di maniche. Così si prospetta un lungo anno scolastico con la logopedista e ovviamente la nuova maestra avrà il suo bel daffare non solo con una classe esuberante, ma anche con un bambino che comunque deve lavorare in modo diverso dagli altri per tenere il passo.

La logopedista mi spiegava inoltre che per l’erede scrivere (viste le difficoltà) è “fisicamente” faticoso. Questo quindi comporta che già dopo poche ore lui sia stanco diventando irrequieto: da qui i problemi di comportamento (anche se già da quest’anno sono notevolmente diminuiti). Pertanto un nuovo metodo di lavoro scolastico dovrebbe risolvere anche questo aspetto.

Il nuovo modo di stare a scuola non passerà certo inosservato ai compagni di classe del figlio, per cui so già che dovrò dare spiegazioni agli altri genitori, almeno sapranno cosa dire ai loro figli quando si lamenteranno del fatto che il mio non deve scrivere tanto come loro e che potrà fare i compiti col pc (per la gioia di Leonardo).

Altro paio di maniche sarà l’apprendimento della lingua Inglese: già si scrive “strana”, figuriamoci per lui! Ci sarà un bel po’ da lavorare anche qui.

Detto questo: AAA mamme blogger con figli disgrafici e disortografici cercansi, almeno per avere una spalla su cui appoggiarsi nei momenti bui.

--- Post piaciuto? Condividilo! ---
[Facebook] [Google] [LinkedIn] [MySpace] [Twitter] [Yahoo!] [Email]
Related Posts with Thumbnails

4 Responses so far.

  1. mammamichi scrive:

    presente! mio figlio non ha ancora una diagnosi ufficiale, ma ricade dentro in pieno in entrambre le spiegazioni! tanta pazienza è vero!

  2. Gloglo scrive:

    Cara Mammamichi grazie per essere passata di qua e aver lasciato un commento, ma soprattutto una mano. Informandomi in questi giorni su questi due disturbi ho notato che molti, sopratutto insegnanti, si lamentano del fatto che ultimamente pare che tutti i bambini debbano “avere” qualcosa, insomma che si tenda a diagnosticare disturbi vari con troppa leggerezza.
    Non penso il mio rientri in questa ondata di leggerezza, anche perchè sono tre anni che lavoriamo sull’erede e dopo averle provate tante, forse davvero lui è disgrafico e disortografico.
    Comunque, come ripeto spesso ultimamente, non mi scoraggio. Navighiamo a vista. Un abbraccio
    P.S. bellissimo il tuo blog, così fotografico, forse la vita si riesce a raccontare meglio per immagini che a parole.

  3. ITmom scrive:

    pazienza ce ne vuole tanta, cara Goria, ma credo che abbiate fatto una grande conquista con l’individuazione del problema. Sono convinta che sia un punto di partenza importante. pensa a quanti genitori non riescono ad individuare disturbi simili e di conseguenza non possono aiutare i loro bambini.

  4. antonella scrive:

    eccomi qua di ritorno dal counselling logopedico e dalla visita foniatrica con dh prenotato per il 26marzo il problema è pesante poi ci si mettono i tempi di attesa nel frattempo scuola logopedia e corso di pittura per migliorare la manualità nn vedo l’ora che sia giugno