Category: donne

Donne al volante

By Gloglo | 17 febbraio 2010

Ieri sera sono stata a cena da mia mamma. Così il mio intento di tenere il televisore spento è già andato a farsi benedire..

Posso mica dettare legge a casa di mia madre?

Il poco utile elettrodomestico era sintonizzato su una di quelle trasmissioni di quiz preserali. Una delle domande a cui bisognava rispondere con Vero o Falso chiedeva se le donne parcheggiassero peggio degli uomini. A detta degli autori la risposta era Vera.

Hanno poi anche spiegato il perchè. Secondo le ricerche di qualcuno che evidentemente un vero lavoro non ce l’ha, le donne parcheggiano con più precisione e attenzione  e intralciano di meno la viabilità durante il parcheggio. Questo fa sì che le donne impieghino mediamente 20 secondi in più rispetto ai maschi a parcheggiare.

Questo significa parcheggiare peggio? o_O

Ma cos’ ha ’sta gente nella testa? Croccantini per gatti? ( si nota che stiamo leggendo Geronimo Stilton? ;-) )

I 19 sintomi del lavoro autonomo

By Gloglo | 4 febbraio 2010

Sei una donna in carriera.

Sei una lavoratrice autonoma.

Hai una ditta tutta tua che riesce a tenere il naso fuori dalla merda della crisi economica.

Ma se presenti molti o tutti questi sintomi è tempo di resettare il sistema.

  • Vorresti che esistesse un marchingegno che tramutasse i tuoi pensieri in note sul cellulare perchè quando ti vengono delle idee non riesci mai a prendere appunti
  • La tua macchina ha ormai il pilota automatico per portarti in ufficio, perchè tu nel tragitto hai già ripassato tutta l’agenda della giornata a mente.
  • Hai bisogno di un preavviso di 2 settimane per qualunque impegno, sia esso una riunione a scuola o l’appuntamento dal dentista
  • Rispondi alle mail dopo 4 giorni
  • Devi metterti la sveglia sul cellulare per ricordarti di andare a prendere il figlio a scuola in tempo
  • La pausa pranzo probabilmente è quello yogurt che ingurgiti davanti al monitor (ma non per questo dimagrisci)
  • Riesci a prenderti un caffè solo se te lo porta il bar
  • Caldo, freddo, fame e sete sono sensazioni che non ti appartengono più
  • Vedi più il commercialista del parrucchiere e il chiropratico più dell’estetista
  • Non ricordi l’ultima volta che hai fatto la doccia
  • Trovi una signora che ti aiuti a tenere in ordine la casa 1 volta a settimana
  • Chiedi alla signora delle pulizie se viene 2 volte alla settimana
  • Le tue cene hanno un alto tasso di pizza e prodotti surgelati
  • Approfitti del fatto che il figlio è a casa di un amico per lavorare ancora un paio d’ore
  • La tua attività fisica si è ridotta al sollevamento delle borse della spesa e alla ginnastica sotto le lenzuola (non troppo spesso, però)
  • Cerchi di inserire il caricabatterie nel cordless invece che nel cellulare
  • Prendi la borsa portacomputer invece della tua per andare a fare la spesa
  • L’ultima volta che sei andata al cinema senza figli sei andata a vedere Twilight
  • Riesci a tenere i contatti con i tuoi amici solo tramite Facebook

Indovinate un po’ perchè ho scritto questo post? ;-)

Chi ha cucinato l’ultima cena?

By Gloglo | 28 gennaio 2010

Quello che i libri scolastici di storia non mi hanno detto e che, probabilmente, non diranno a mio figlio.

Questi libro è stato il regalo di Natale fatto a una mia cara amica. Sapevo che l’avrebbe apprezzato! Così per ringraziarmi una volta letto me l’ha prestato. Come dichiara la stessa autrice questo non è un libro sul femminismo, ma un libro sul contributo della donna nella storia del mondo, contributo quasi mai riconosciuto e per la maggior parte nascosto da millenni di società patriarcale.

Tanto per cominciare è un libro di 10 anni fa che non viene pubblicizzato e di cui è difficile trovare copia nelle librerie (io ho avuto fortuna!). Questo libro non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. La ricchezza della bibliografia permette, a chi volesse, di farsi una cultura sull’argomento.

La storia dell’umanità è cominciata 3 milioni di anni fa. Poco probabile che la donna non vi abbia contribuito. Infatti lo ha fatto eccome. La donna delle caverne non restava oziosa ad aspettare il ritorno dell’uomo cacciatore, ma procacciava l’80% delle risorse alimentari prima raccogliendo e poi seminando. Probabilmente alle donne va il merito della creazione della maggior parte degli utensili dell’epoca. Dovendo raccogliere bacche e tuberi è realistico pensare che si sia ingegnata nell’inventare sacche per raccogliere, marsupi per trasportare bambini  e attrezzi per lo scavo. Oltre a evitare che il ciclo mestruale le provocasse lacerazioni e infezioni con la creazione di cinture assorbenti. L’osservazione di quelle civiltà che oggi vivono ancora primitivamente ci permette di studiare quanto di più simile a una società di migliaia di anni fa.

Una interessante teoria fa discendere dalle donne il fatto che l’umanità sia prevalentemente destrorsa: tenendo i bambini sul fianco sinistro in modo che potessero essere confortati dal battito materno, restava libero il braccio destro per lavorare. Non mi sembra troppo campata per aria!

Ella inoltre potrebbe essere stata l’artefice delle prime astrazioni sul concetto di tempo che trascorre e di matematica: il ciclo mestruale che si ripeteva ciclicamente ha stimolato il nostro preistorico cervello a farsi qualche domanda.

E’ ormai comunemente riconosciuto che i primi culti erano dedicati alla Grande Madre. Il mistero della nascita ha resto in quei tempi la donna una sorta di divinità e come tale godeva di una libertà che oggi lontanamente ci sogniamo. Tanto per fare due conti è stimato che il culto della Grande Madre abbia solcato il mondo per 40.000 anni. Davvero un’enormità se paragonato al cristianesimo e similari! Ma è poi così vero che quel culto ci ha del tutto abbandonati? Quando mi capita di viaggiare e passare per le campagne spesso noto piccole costruzioni con una nicchia dove al suo interno c’è una statua della Madonna. La Madonna a protezione dei campi coltivati. Ma guarda un po’.

Del libro ho letto solamente i primi due capitoli e la mia amica mi ha già anticipato che ci vuole stomaco per leggere la parte riservata all’infibulazione.

Io non credo a una guerra dei sessi, le guerre di qualunque natura lasciano dietro di se’ più sconfitte che vittorie. Credo però che sia giusto dare a Cesare quello che è di Cesare.

Soprattutto insegnare ai nostri figli che la storia si scrive in due.

Imprenditrici e gravidanza

By Gloglo | 15 novembre 2009

Oggi su una rivista femminile che acquisto saltuariamente, ho letto la storia drammatica di questa donna che alla seconda gravidanza ha dovuto fare scelte pesantissime. Perchè questa donna era titolare di un esercizio commerciale e la sua gravidanza era diventata a rischio. Il medico le consigliava riposo assoluto. Riposo assoluto? Con un negozio senza dipendenti? Questa coraggiosa donna scopre che le pari opportunità sono ancora ben lontane da essere tali nella nostra Italia. Non pari opportunità tra maschi e femmine, ma tra imprenditrici gravide e dipendenti gravide.

Come sappiamo le seconde (grazie a giuste lotte) hanno oggi diritto alla mutua in caso di gravidanza a rischio. Forse non sarà perfetta, ma ce l’hanno. Le imprenditrici no. Evidentemente lo stato pensa che tutti gli imprenditori siano come l’Avvocato o il nostro primo ministro  e perdono di vista che la stragrande maggioranza sono poveri diavoli che cercano di arrivare a fine mese. E un negozio è il peggio che possa esserci (secondo me) sul mercato del lavoro autonomo.

Così la nostra coraggiosa donna scopre che non può avere agevolazioni o sgravi fiscali se se ne resta a casa e tiene giù la serranda. Ovviamente è impossibile trovare qualcuno a cui lasciare in mano la responsabilità di un negozio di punto in bianco. Così decide di cedere l’attività per prendersi cura di se stessa e del nascituro. Purtroppo non è arrivato il principe azzurro a salvare la principessa, e il bambino non ce l’ha fatta. Oggi questa donna si ritrova senza figlio e senza lavoro.

Forse è ora di dire 4 parole al nostro ministro delle pari opportunità, visto che l’Italia continua a NON credere nelle donne lavoratrice e nelle donne imprenditrici a dispetto di tutto il resto del mondo. L’Italia chiude le porte in faccia alle sue figlie, sperando forse che un giorno ci arrenderemo di lottare e torneremo al focolare a fare la calza, invece di cercare di dare un futuro migliore ai nostri figli.

NOI abbiamo il potere di cambiare le cose e se non ce lo prendiamo non possiamo lamentarci che nessuno pensa a noi.

Come sono arrabbiata!!!!

Le nostre disavventure

By Gloglo | 15 settembre 2009

Ci sono argomenti che, come in Blogstorming o Blogcafè, rimbalzano per la rete da un blog all’altro.

E questa volta l’argomento si è fatto impegnativo: gli uomini che, fisicamente o non, ci hanno sessualmente aggredito. Prima ho letto il post di Emily poi quello di Extramamma.

Le mie vicende risalgono a quando ero studentessa: un giorno tornando a casa, si avvicina una macchina con dentro un signore che cordialmente mi chiede come raggiungere una strada. Mi chino per rispondere e mi accorgo che si sta allegramente maneggiando. Io sono diventata fuxia e sono scappata via.

In un’altra occasione mentre mi recavo alla fermata del pullman per raggiungere la scuola, avverto un fastidio all’altezza della natica. Mi gratto, continua a darmi fastidio, infine mi accorgo di avere un uomo alle spalle che appena mi sono girata attraversa la strada. Mmmm, lascio perdere forse mi sono sbagliata… Poco dopo dinuovo quel fastidio, mi rigiro e vedo dinuovo questa persona alle mie spalle. A questo punto me la do a gambe levate. Il giorno dopo sono dinuovo avvicinata da questo simpatico individuo. Possibile non ci sia mai nessuno per strada quando ne hai bisogno? Cerco di raggiungere quanto prima la fermata del pullman. A questo punto non avendo più dubbi lo dico a mia madre che il giorno dopo mi segue da lontano armata di ombrello, ma il losco figuro non si fa vedere. E per fortuna non l’ho più incontrato.

Racconto questo perchè è giusto parlarne. Perchè queste persone invadono i nostri spazi in una maniera che non ci si leva più di dosso. Perchè se noi non abbiamo il coraggio di parlare di questi episodi, come possiamo sperare che una donna parli di uno stupro e lo denunci?

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