Prologo. L’anno scorso non ho avuto la forza di scrivere dopo la pagella del primo quadrimestre: ne ero uscita devastata. Oggi mi rendo conto di aver fatto un errore, che riguardarmi un anno fa mi avrebbe fatto capire a che punto sono oggi. Così, seppur con riserve, quest’anno documento la pagella di mio figlio.
Noi esseri umani siamo portati alla catalogazione dei nostri comportamenti, così se volessi dare una definizione di mio figlio sarebbe quella di essere un bambino amplificato. Questa definizione l’ho incontrata l’anno scorso in questo post di Genitori Crescono e mi ha dato un senso di conforto.
Purtroppo il folle informatico non è riuscito ad essere presente alla consegna delle pagelle, ma visto cosa mi è stato detto organizzeremo un incontro con le maestre. Riportare le cose non è mai come sentirle e vengono condizionate dalla percezione che abbiamo avuto della situazione.
Cominciamo dalle cose positive: Leonardo è migliorato. Riesce a scrivere, a leggere e perfino a controllarsi di più. Durante i laboratori è il bambino più attento e ricettivo. Il rapporto con le maestre è buono, anche se discontinuo nel rispettare le regole. Nessuno mi toglierà dalla testa che questo sia dovuto al fatto che invece di 6 maestre quest’anno ne abbia solo 3 (italiano/religione, matematica/informatica/scienze, inglese/educazione motoria).
Il rapporto con i compagni è ancora molto conflittuale: ha desiderio di rapportarsi con loro, ma ancora non sa bene come fare. E ogni tanto partono i dispetti. Mio figlio è un bambino di 7 anni intrappolato nel corpo di un bambino di 10 anni, e questo corpo mastodontico non se lo sa gestire molto bene. Anche per questo ricomincerà a fare educazione motoria al di fuori della scuola. Oltretutto non riesce ancora a parlare bene. E’ come se avesse fretta di esprimersi e questo finisce per far accavallare le parole le une sulle altre. Se un’adulto si mette d’impegno per comprenderlo, non si può chiedere lo stesso ai suoi coetanei.
Il problema di Leonardo è che come parla così scrive: inevitabilmente i suoi scritti si riempiono di errori ortografici e la calligrafia (nella fretta di scrivere) ne risente. Allo stesso tempo non trova dentro di se’ la pazienza, la costanza, l’ambizione (come l’hanno definita le maestre) di controllarsi per far meglio.
Le maestre hanno anche sottolineato il fatto che quando Leonardo disegna i suoi personaggi sono sempre piccini piccini, sovrastati da qualcos’altro. I medesimi ogni tanto chiedono anche un aiuto non meglio identificato a non si sa chi. Leonardo manda segnali, ma non si riescono a decifrare. Di sicuro non è molto in gamba a gestire frustrazione e rabbia. Per questo (ahimè) consigliano l’intervento esterno di uno psicologo, che aiuti noi e le maestre a far luce su questa “coperta” di emozioni negative che gli impedisce di risplendere in tutta la sua luce. Leonardo ha difficoltà ad affrontare la vita. Ogni tanto, quando la giornata non è andata come lui avrebbe voluto, dice di non voler più vivere o di non voler essere mai nato. In bocca ad un bambino di 7 anni questo mi turba. Non so proprio cosa fare.
Col folle informatico stiamo valutando se accettare il consiglio delle maestre, dal canto nostro cercheremo di delineare la quotidianità di Leonardo con poche chiare regole, non tanto per castigarlo o reprimerlo, ma per dargli una sensazione di confini e sicurezze. Il folle informatico cercherà anche di dedicargli più tempo. Io credo che a Leonardo manchi condividere più cose col padre, oltre al fatto che il mondo di Leonardo è un mondo molto femminile. Credo abbia bisogno di più maschi intorno a se’.
Sfogatami con questo lungo post, aggiungo che oggi sono sì preoccupata, ma non disperata. Io so di fare tutto quanto in mio potere. Il resto deve mettercelo Leonardo. Non posso camminare per lui. E di sicuro non ha bisogno di avere vicino una madre disperata, ma una persona adulta che sappia gestire la situazione.