Sei una donna in carriera.
Sei una lavoratrice autonoma.
Hai una ditta tutta tua che riesce a tenere il naso fuori dalla merda della crisi economica.
Ma se presenti molti o tutti questi sintomi è tempo di resettare il sistema.
- Vorresti che esistesse un marchingegno che tramutasse i tuoi pensieri in note sul cellulare perchè quando ti vengono delle idee non riesci mai a prendere appunti
- La tua macchina ha ormai il pilota automatico per portarti in ufficio, perchè tu nel tragitto hai già ripassato tutta l’agenda della giornata a mente.
- Hai bisogno di un preavviso di 2 settimane per qualunque impegno, sia esso una riunione a scuola o l’appuntamento dal dentista
- Rispondi alle mail dopo 4 giorni
- Devi metterti la sveglia sul cellulare per ricordarti di andare a prendere il figlio a scuola in tempo
- La pausa pranzo probabilmente è quello yogurt che ingurgiti davanti al monitor (ma non per questo dimagrisci)
- Riesci a prenderti un caffè solo se te lo porta il bar
- Caldo, freddo, fame e sete sono sensazioni che non ti appartengono più
- Vedi più il commercialista del parrucchiere e il chiropratico più dell’estetista
- Non ricordi l’ultima volta che hai fatto la doccia
- Trovi una signora che ti aiuti a tenere in ordine la casa 1 volta a settimana
- Chiedi alla signora delle pulizie se viene 2 volte alla settimana
- Le tue cene hanno un alto tasso di pizza e prodotti surgelati
- Approfitti del fatto che il figlio è a casa di un amico per lavorare ancora un paio d’ore
- La tua attività fisica si è ridotta al sollevamento delle borse della spesa e alla ginnastica sotto le lenzuola (non troppo spesso, però)
- Cerchi di inserire il caricabatterie nel cordless invece che nel cellulare
- Prendi la borsa portacomputer invece della tua per andare a fare la spesa
- L’ultima volta che sei andata al cinema senza figli sei andata a vedere Twilight
- Riesci a tenere i contatti con i tuoi amici solo tramite Facebook
Indovinate un po’ perchè ho scritto questo post?
Oggi su una rivista femminile che acquisto saltuariamente, ho letto la storia drammatica di questa donna che alla seconda gravidanza ha dovuto fare scelte pesantissime. Perchè questa donna era titolare di un esercizio commerciale e la sua gravidanza era diventata a rischio. Il medico le consigliava riposo assoluto. Riposo assoluto? Con un negozio senza dipendenti? Questa coraggiosa donna scopre che le pari opportunità sono ancora ben lontane da essere tali nella nostra Italia. Non pari opportunità tra maschi e femmine, ma tra imprenditrici gravide e dipendenti gravide.
Come sappiamo le seconde (grazie a giuste lotte) hanno oggi diritto alla mutua in caso di gravidanza a rischio. Forse non sarà perfetta, ma ce l’hanno. Le imprenditrici no. Evidentemente lo stato pensa che tutti gli imprenditori siano come l’Avvocato o il nostro primo ministro e perdono di vista che la stragrande maggioranza sono poveri diavoli che cercano di arrivare a fine mese. E un negozio è il peggio che possa esserci (secondo me) sul mercato del lavoro autonomo.
Così la nostra coraggiosa donna scopre che non può avere agevolazioni o sgravi fiscali se se ne resta a casa e tiene giù la serranda. Ovviamente è impossibile trovare qualcuno a cui lasciare in mano la responsabilità di un negozio di punto in bianco. Così decide di cedere l’attività per prendersi cura di se stessa e del nascituro. Purtroppo non è arrivato il principe azzurro a salvare la principessa, e il bambino non ce l’ha fatta. Oggi questa donna si ritrova senza figlio e senza lavoro.
Forse è ora di dire 4 parole al nostro ministro delle pari opportunità, visto che l’Italia continua a NON credere nelle donne lavoratrice e nelle donne imprenditrici a dispetto di tutto il resto del mondo. L’Italia chiude le porte in faccia alle sue figlie, sperando forse che un giorno ci arrenderemo di lottare e torneremo al focolare a fare la calza, invece di cercare di dare un futuro migliore ai nostri figli.
NOI abbiamo il potere di cambiare le cose e se non ce lo prendiamo non possiamo lamentarci che nessuno pensa a noi.
Come sono arrabbiata!!!!
Infine sono arrivate le vacanze. Le prime come mamma-blogger. Ecco ho trovato un altro parametro con cui ricalcolare le prime volte.
Sono le vacanze che ho atteso tutto l’anno, che è stato denso e impenativo e io sento il bisogno di rigenerarmi, infatti latito dalla blogosfera.
Probabilmente mi immaginate all’ombra di un albero a godermi un paesaggio mozzafiato o spaparanzata al sole di una spiaggia non ancora affollata.
Sono a casa e lavorerò tutto luglio.
Ma Leonardo è in campagna con i nonni TUTTO IL MESE!
Evviva le vacanze!
Visto che è il mio blog, mi faccio un po’ di pubblicità. A lato trovate un nuovo bottone che linka al sito web della mia ditta. Spero che a qualcuno possa interessare visto che c’è il pane da portare a casa!
Tra le mie perdite di tempo settimanali c’è anche quella di andare su google e digitare “alchimista” per vedere come si posiziona il blog (sono una megalomane!)
Così stasera ho fatto un passo in più e ho controllato tra i primi 100 siti italiani. No non ci sono , ma non dispero.
Però ho trovato questo e sopratutto ho trovato questa notizia:
Chen Xiao e’ una ragazza cinese, che ha pensato di mettere su un business davvero molto particolare. In un periodo della sua vita nel quale era molto triste, il 2008, ha pensato di trovare la sua strada su internet: adesso mette il suo tempo a disposizione di chiunque ne abbia bisogno.
“Due mie mie amiche si erano sposate in marzo e in maggio, e in agosto e in ottobre stavano già divorziando. Io ero senza lavoro. Il terremoto del Sichuan. Basta, mi sono detta“. Chen Xiao ha deciso di cercare un modo per cambiare la sua vita. E lo ha fatto scrivendo su un forum. “Ho scritto che ero depressa, che la mia vita non aveva scopo e avevo deciso di farmi organizzare l’esistenza dagli altri. Che mi dicessero loro che cosa fare“. E cosi’ ha cominciato a vendere il suo tempo: 8 minuti costano un euro, il tariffario e’ preciso.
“Vendere tempo significa che faccio quello che mi chiedono. Uno mi ha chiesto di portargli in università un libro e un caffè: accontentato. Questo pomeriggio devo andare a ritirare un visto. Un tale di un’altra città mi ha domandato di portare un pasto a un vero barbone: non è stato facile trovarlo, il barbone vero, a Pechino non se ne vedono più, ma ce n’era uno e gli ho dato da mangiare, anticipando i soldi. Se poi mi pagano per leggere un libro o non fare nulla, leggo il libro o non faccio nulla“.
Ma le richieste non sono sempre cosi’ “tranquille”. Le avevano offerto 10mila renmimbi per una notte di sesso, ma a queste cose le dice di no. In due mesi ha gia’ guadagnato 10mila renmimbi. E negli ultimi tempi tanto hanno iniziato ad imitarla: e’ nata la professione dei venditori di tempo!
Come dicevano i nonni: chi sa fa, chi non sa fa fare!
In questi tempi di crisi ci tiriamo fuori una professione!