19 ago 2010
by Glogloin bambini, figli Tags: che pazienza che cè vò, Leonardo
Tutti noi abbiamo visto in libreria vari libri libricini e libercoli dal titolo: Cosa fare quando piove/ si e’ in macchina/ con i nonni, ecc. ecc.
A me serve qualcosa di più specifico.
Una cosa del tipo: Cosa far fare a un bambino amplificato di 8 anni quando gli e’ proibito giocare con i videogiochi!
Suggerimenti sul contenuto?
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13 ago 2010
by Glogloin bambini, famiglia, figli, genitori Tags: film, Leonardo
L’altra sera l’erede ha voluto guardare “Un sogno per domani“. E’ un film di dieci anni fa, che probabilmente ho visto dieci anni fa, ma che non ricordavo in tutte le sue pieghe.
Così nel giro di due ore mi sono ritrovata a spiegare a mio figlio cos’è la droga, l’alcolismo, la pedofilia, la violenza sui bambini, la paura, il coraggio, il bullismo, l’omicidio. Sì in fondo al vaso di Pandora c’è ancora la speranza.
E ho scoperto che posso spiegare tutto questo a mio figlio con il numero limitato di parole che la sua pazienza/insofferenza mi permette di usare. Non posso imporgli di ascoltare una spiegazione lunga, non è questione di stupidità o voglia, è che mio figlio è proprio programmato per riuscire a cogliere spiegazioni di parole limitate. Se ne usi di più te lo perdi. E perdi l’occasione di fargli imparare qualcosa di nuovo.
Forse arrivata agli 8 anni comincio a capire come prendere mo figlio per guidarlo invece che scontrarmici. O quanto meno ogni tanto sul calendario riesco a segnare un giorno “in”.
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30 lug 2010
by Glogloin bambini, genitori Tags: che pazienza che cè vò, torino
Come se non bastassero i grandi mal di stomaco che la società del gas mi procura in questi giorni, sono anche arrivate due raccomandate da ritirare al Grande ufficio Postale.
Mò spieco.
Vicino a casa mia ci sono, raggiungibili a piedi, due uffici postali. Da qualche mese a questa parte, però, le poste hanno deciso di raccogliere tutte le raccomandate che arrivano alla parte sud di Torino in un’unico Grande Ufficio Postale.
E’ pressochè l’anticamera dell’inferno.
Allocato in periferia, raggiungibile con la macchina o, nel mio caso, con due cambi di pullman, pochissimi posti a sedere e fino all’ultima volta senza numeri di attesa e display. Entravi nel grande androne e boavi “Chi è l’ultimo?”.
Oggi sembrava che tutte le sciure con figli avessero da ritirare una raccomandata. Ovviamente quella seduta accanto a me era la migliore.
“Fabiooooo (nome di fantasia) non correre”
“Fabiooooo non saltare…”
“Fabiooooo torna dentro…”
“Fabiooooo attento a non cadere..”
“Fabiooooo non staccare tutti i numerini…” (Ecco che poi la gente pensa di avere una fila da 40 persone e torna un’altro giorno con tutto quel che comporta)
“Fabioooo…”
“Ah signò, vuole alzare il suo culo sudato e andare a riprendersi ’sto bambino?”.
No, no l’ho detto, ma devo averlo pensato molto forte perchè la sciura si è alzata.
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