01 mag 2010
by Glogloin figli, genitori Tags: blogstorming, educazione, vita famigliare
In questo periodo sono in po’ sommersa dagli impegni, perciò la stanchezza mentale galoppa. Il fisico ad oggi regge. Ma la stanchezza mal si sposa con il genitore di un bambino amplificato.
Cosi sopraffatta dal sovraccarico neurale, entro in uno stato catartico e mi pongo domande ancestrali… Leggi il resto
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12 feb 2010
by Glogloin bambini, famiglia, figli, genitori, scuola Tags: blogstorming, educazione, televisione, tempi moderni
Che la televisione fosse un elettrodomestico da tenere più spento che acceso, sopratutto se si possiede un pc e una connessione decente, lo si era già capito “da mo’ “.
Dopo la riunione di classe di un paio di giorni fa, darò direttamente fuoco all’infernale arnese (giusto per non cadere in tentazione).
Al dì là della solfa sul rendimento (in vista della consegna delle pagelle) le maestre hanno voluto soffermarsi su brutti comportamenti che si tengono in classe da un po’ di tempo a questa parte.
Alla materna le maestre ci avevano redarguito sul fatto che rimpinzando i maschietti di Power Rangers e affini, volasse qualche calcio di troppo.Oggi le insegnanti ci fanno notare che i nostri figli maschi allungano un po’ troppo le mani sulle bambine.
Ricordo che mio figlio fa seconda elementare, per cui parliamo di bambini tra i 7 e gli 8 anni. L’intrattenimento preferito degli ultimi tempi è dare pacche sul sedere alle bambine nel modo in cui lo farebbe un adulto. Quando non molestano le bambine i maschietti si controllano a vicenda di essere in possesso di organi genitali (nei luoghi meno consoni, mensa compresa!) o si insultano con appellativi come “gay” e “lesbiche”.
Il colpevole? Le maestre hanno pochi dubbi: la televisione. Perchè nonostante il mio mondo fatato sia fatto di genitori che badano ai figli, esistono ancora famiglie dove guardare la tv con i figli significa vedere tutti quei programmi che io definisco “spazzatura” (l’elenco è lungo e non serve molta immaginazione per individuare un paio di titoli).
Il risultato è che pochi individui hanno contagiato una classe (15 maschi su una classe di 24 bambini). Il desiderio di appartenere a una comunità al di fuori della famiglia spinge gli altri maschietti a emulare quelli più “fighi”, senza realmente capire cosa si sta facendo. Personalmente ci aggiungo anche gli omogenizzati pieni di ormoni con i quali a suo tempo abbiamo rimpinzato i pargoli.
Ho fatto qualche domanda a mio figlio…
” E’ vero che in classe i maschietti toccano il sedere alle bambine?”
“Sì mamma, ma io non lo faccio!” (ecco la coda di paglia, probabilmente ha annusato aria di punizione)
“E secondo te perchè lo fanno?”
“Perchè vogliono fare sesso” ( O_0 )
“E cos’è il sesso?”
“Non lo so…”
“Il sesso, amore mio, è una cosa che fanno i ragazzi grandi e quando sono d’accordo entrambi. Non è una cosa che fanno i bambini”
“…” “Ma se sono innamorati?”
“Quando i bambini sono innamorati si tengono per mano, giocano insieme e si danno i bacetti sulle guance. Il sesso è per i ragazzi grandi. E se vedi un tuo compagno che tocca il sedere a una bambina devi dirgli che sta sbagliando”.
La discussione è finita qui.
Non credo di avere più potere del gruppo su mio figlio, spero solo di avergli fatto venire qualche dubbio sul suo comportamento.
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Questo post partecipa allo
speciale blogstorming: bambini, famiglie e tv di Genitori Crescono
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10 ott 2009
by Glogloin figli, genitori Tags: blogstorming, educazione, Leonardo
Dopo una settimana di latitanza dal blog, sconfitta da malatti e cambio di stagione, questo e questo post di Piattini mi hanno ridato la forza e l’idea di scrivere. A quanto pare solo leggere del Trattamento Ridarelli ha delle conseguenze, visto che ho dovuto cambiare computer per riuscire a loggarmi al mio blog.
Sgridare i figli o non sgridarli, questo è il dilemma, alla faccia di shakepeare che da bravo maschio aveva altro a cui pensare.
Leonardo ultimemente ha fatto storie per alzarsi la mattina e abbiamo cominciato regolarmente la giornata con io che urlavo (giusto per capirci potrei artecipare a campionati mondiali di urlo), io che restavo incazzata buona parte della giornata, io che la sera ero sfinita da tutta questa arrabbiatura, io che tremavo al pensiero del nuovo giorno in cui tutto sarebbe ricominciato.
La sgridata logara chi la fa. Almeno per me. Mio figlio potrà sentirsi impaurito, umiliato, frustrato, ma io mi sento peggio. Perchè dietro ad ogni sgridata c’è una voce che sussurra “se ha fatto/non fatto questo è perchè TU non sei riuscita a trasmettergli il messaggio”. Questo pensiero non nasce da un senso di colpa,ma da una convinzione che in famiglia ci portiamo dentro: se l’allievo non capisce è responsabilità dell’insegnante.
Tutte le volte che sgrido Leonardo su qualcosa che dovrebbe aver acquisito, è una mia sconfitta. E’ questo che logora i miei nervi. Come posso trasmetter a mio figlio la gestione dello stress, della frustazione di una sconfitta, il coraggio di impegnarsi, se io per prima grido al primo disappunto?
Dopo avergli detto: “Ci ho messo meno tempo a partorirti che a farti vestire”(quando raggiungi il fondo te ne accorgi) ho cambiato tattica: non urlo più. Lo rimprovero e lo metto in punizione se è il caso, ma non (s)grido. E siccome mio figlio (come tutit i bambini) è una spugna gli effetti si sono visti. Non entro più in lotte di potere a chi fa la voce più grossa e in momenti di crisi, se lui urla, io ammortizzo. E ho scoperto che la situazione si risolve prima. magari lui piange e strepita , ma io lo lascio sfogare invece di riportarlo alla ragione sovrastandolo con grida. Magari dopo lo sfogo sdrammatizzo con una battuta o gli racocnto una barzelletta e così la sua ira svanisce in due minuti e possiamo dedicarci a rivedere l’accaduto in modo oggettivo.
Parafrasando uno dei siti che seguo, sono un genitore che cresce.
Questo post partecipa al blogstorming
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