Dalla prova di verifica del I quadrimestre di mio figlio:
“Una volpe che fuggiva davanti ai cacciatori, giunse alla capanna di un taglialegna.
-Per pietà, nascondimi – chiese al taglialegna.
-Entra nella mia capanna e appiattati in quel cantuccio.”
Appiattati !?! 0_O
Ho girato tutti i dizionari online e semplicemente questo termine NON ESISTE, esiste appiattiti.
Ora, mio figlio ha tutti i problemi che ha con la scuola, e molti per colpa sua, ma davvero la Scuola Italiana insegna questo ai nostri figli? Sarà pure ignorante il taglialegna che non sa parlare, ma lo devono diventare anche i nostri figli?
Io avrei gettato nel rogo l’autore di questo capolavoro.
Poi ci sono polemiche sul fatto che i giovani non sanno parlare. Ma i loro libri di testo ci siamo soffermati a leggerli?
Ma quest’opera di narrativa non finisce di stupirmi. Infatti si conclude con la volpe che non ringrazia il taglialegna … E tirò via.
Tirò via che cosa? o_O
Se ne andò non andava bene?
Bah, bah e ancora bah !!!!!
Sono le 7.30. Leonardo (ed io di conseguenza) è sveglio dalle 7.00.
Adesso sta facendo i compiti, senza urlare o strepitare, così dopo ha il permesso di giocare un po’ con i videogiochi.
Forse me lo hanno rapito gli alieni e sostituito con un clone.
L’erede ha portato a casa l’esito delle verifiche. Se n’era già parlato in occasione della fine del primo quadrimestre, oggi lo ribadisco. Per quanto possa essere in disaccordo con la nostra ministra dell’istruzione, sono tanto contenta di vedere quei numeri sulle verifiche.
Chiari limpidi, che non “giudicano” il lavoro, ma lo esaminano e basta. Nelle verifiche l’erede non ha svolto un esercizio: ottimo si è individuato subito cosa non è stato assimilato del programma.
I giudizi giudicano, i voti valutano. Per la propria autostima c’è una bella differenza.
Il caldo ci sta facendo perdere il buon umore. E la pazienza. E a Leonardo la voglia di studiare. Così a scuola applica la sua personale protesta e si rifiuta di lavorare. Nel vero senso della parola. Torna a casa con tutti gli esercizi da fare con annotazioni seccate delle insegnanti.
E così invece di poter cercare refrigerio sotto le fronde restiamo a casa a recuperare. Tra minacce e promesse, arranchiamo fino alla fine degli esercizi, dove io arrivo esausta dal trattenermi nel rigirargli la testa tutte le volte che comincia la litanìa di “ho sete, ho sonno…”
Certo però che anche le insegnanti… mancano 3 settimane alla fine della scuola e Leonardo nell’ultima settimana ha fatto:
è (verbo)
e(congiunzione)
ha,ho hai, hanno
prima analisi grammaticale.
Io sarò una mamma 2.0, ma queste insegnanti mi sembrano da 5.0.
In quinta cosa studierà, fisica nucleare? Al momento assimila una mazza.
Non vedo l’ora che comincino le vacanze! O almeno che finisca la scuola!
L’erede è da riprogrammare.
Grammaticalmente da riprogrammare.
In questo primo anno scolastico le informazioni apprese sono state molte, secondo me pure un po’ troppe, e Leonardo per distrazione, poca inclinazione alle materie umanistiche o chissà cosa si è ficcato in testa delle regole grammaticali (sbagliate!) e adesso continua a ripetere gli stessi errori semplicemente perchè per lui sono giusti!
Lui non scrive GNOMO scrive NIOMO. E non importa quante volte lo corregga e glielo faccia riscrivere. Se è leggermente deconcentrato e il suo cervello va in automatico scrive niomo, perchè un giorno chissà dove ha deciso che quello era il modo giusto di scriverlo.
Per lui sillabe come CI, CHI, GE, GHE sono esattamente uguali, lui le scrive convinto di scriverle giuste e le legge giuste perchè se le ricorda o riesce aricostruire il significato della parola nel contesto del testo. Ammirevole, ma la maestra non è dello stesso parere.
Giovedì vedremo la logopedista. Speriamo che dissipi queste mie nebbie per trovare il sentiero per giungere a mio figlio e risistemare le cose. Ovviamente sono piena di sensi di colpa. Avrei dovuto farlo esercitare di più quando apprendeva questi vocaboli? E adesso devo essere permissiva o rigida?
Voglio una mano anch’io!!!!
Voglio un manuale d’istruzioni!
Mio figlio è da riprogrammare