Posts tagged: educazione

Punire

By Gloglo | 5 marzo 2010

So che a volte si tende a non andare a leggere i commenti in un vecchio post, specialmente se si ha già avuto una risposta al proprio. Emy ha lasciato un lunghissimo e stimolante commento su questo post, che mi ha spinto a riflettere e pertanto la risposta merita un post dedicato. Non riporto il commento per evitare di appesantire il post, ma andate a leggerlo prima di iniziare la lettura. Read more »

Educazione motoria

By Gloglo | 3 marzo 2010

Dietro suggerimento dell’insegnate di ginnastica (si chiamerà ancora così?) abbiamo ripreso le lezioni di educazione motoria. Dopo il fallito tentativo di praticare l’hip hop ( come avrò fatto a trarmi in inganno vedendo che mio figlio a casa ballava in continuazione?), siamo rimasti un paio di mesi fermi. Read more »

Niente Tv (again)

By Gloglo | 2 marzo 2010

Io ormai mi sono convinta che mio figlio SI FA mettere in punizione e che, a dispetto di quanto sostiene, è più felice SENZA televisione.

Ieri siamo dinuovo arrivati tardi a scuola, non vi dico cosa provo quando suona la sveglia al mattino e la mia mente si ricorda che deve svegliare il figlio!

Comunque abbiamo tardato, quindi altra settimana senza televisione. Ieri sera Leonardo ha giocato col gatto, si è lavato e preparato senza che lo sgridassi e mentre aspettava che andassi a leggergli la favola della buonanotte , si stava leggendo da solo un libro. Io non dovendo gridare ho pisoleggiato sul divano.

Mio figlio a questo punto presenta una personalità molto variegata a seconda che il televisore sia spento o acceso.

Se è acceso:

  • si litiga per prepararsi ad andare a dormire
  • ci mette più tempo ad addormentarsi
  • fa più capricci

Se è spento

  • tutto fila liscio

A casa nostra la televisione resta accesa sì e no 1 ora al giorno, ma evidentemente i suoi effetti sono catastrofici! Per questo a volte fantastico sul fatto che forse il figlio si fa mettere in punizione per disintossicarsi (avrà un senso?)

Facciamo un po’ di outing: vi ricordate di quando ho parlato del reality a cartoon “A tutto reality: l’isola”? Ebbene l’abbiamo visto! Non sono riuscita a spegnere in tempo il malefico elettrodomestico e non potevo certo impedirgli di guardare un cartone (perchè per lui solamente di questo si tratta) a priori senza spiegazioni. Dal mio punto di vista assolutamente terribile. Conserva le caratteristiche di un cartone animato con momenti di tale assurdità che non puoi che ridere (per esempio uno dei personaggi che in un momento di sonnambulismo comincia a risalire la corrente con i salmoni), ma nel complesso troppo vicino a tutto quello che non mi piace di un reality. Le trame oscure per vincere, le arrabbiature per le eliminazioni, il pathos della nomination. Non mi sembrano messaggi positivi per un bambino come il mio che già fa fatica a rapportarsi con gli altri, figuriamoci se prende ad esempio questi rapporti!

Ma la settimana di niente Tv ci salverà!

Pagella!

By Gloglo | 19 febbraio 2010

Prologo. L’anno scorso non ho avuto la forza di scrivere dopo la pagella del primo quadrimestre: ne ero uscita devastata. Oggi mi rendo conto di aver fatto un errore, che riguardarmi un anno fa mi avrebbe fatto capire a che punto sono oggi. Così, seppur con riserve, quest’anno documento la pagella di mio figlio.

Noi esseri umani siamo portati alla catalogazione dei nostri comportamenti, così se volessi dare una definizione di mio figlio sarebbe quella di essere un bambino amplificato. Questa definizione l’ho incontrata l’anno scorso in questo post di Genitori Crescono e mi ha dato un senso di conforto.

Purtroppo il folle informatico non è riuscito ad essere presente alla consegna delle pagelle, ma visto cosa mi è stato detto organizzeremo un incontro con le maestre. Riportare le cose non è mai come sentirle e vengono condizionate dalla percezione che abbiamo avuto della situazione.

Cominciamo dalle cose positive: Leonardo è migliorato. Riesce a scrivere, a leggere e perfino a controllarsi di più. Durante i laboratori è il bambino più attento e ricettivo. Il rapporto con le maestre è buono, anche se discontinuo nel rispettare le regole. Nessuno mi toglierà dalla testa che questo sia dovuto al fatto che invece di 6 maestre quest’anno ne abbia solo 3 (italiano/religione, matematica/informatica/scienze, inglese/educazione motoria).

Il rapporto con i compagni è ancora molto conflittuale: ha desiderio di rapportarsi con loro, ma ancora non sa bene come fare. E ogni tanto partono i dispetti. Mio figlio è un bambino di 7 anni intrappolato nel corpo di un bambino di 10 anni, e questo corpo mastodontico non se lo sa gestire molto bene. Anche per questo ricomincerà a fare educazione motoria al di fuori della scuola. Oltretutto non riesce ancora a parlare bene. E’ come se avesse fretta di esprimersi e questo finisce per far accavallare le parole le une sulle altre. Se un’adulto si mette d’impegno per comprenderlo, non si può chiedere lo stesso ai suoi coetanei.

Il problema di Leonardo è che come parla così scrive: inevitabilmente i suoi scritti si riempiono di errori ortografici e la calligrafia (nella fretta di scrivere) ne risente. Allo stesso tempo non trova dentro di se’ la pazienza, la costanza, l’ambizione (come l’hanno definita le maestre) di controllarsi per far meglio.

Le maestre hanno anche sottolineato il fatto che quando Leonardo disegna i suoi personaggi sono sempre piccini piccini, sovrastati da qualcos’altro. I medesimi ogni tanto chiedono anche un aiuto non meglio identificato a non si sa chi. Leonardo manda segnali, ma non si riescono a decifrare. Di sicuro non è molto in gamba a gestire frustrazione e rabbia. Per questo (ahimè) consigliano l’intervento esterno di uno psicologo, che aiuti noi e le maestre a far luce su questa “coperta” di emozioni negative che gli impedisce di risplendere in tutta la sua luce. Leonardo ha difficoltà ad affrontare la vita. Ogni tanto, quando la giornata non è andata come lui avrebbe voluto, dice di non voler più vivere o di non voler essere mai nato. In bocca ad un bambino di 7 anni questo mi turba. Non so proprio cosa fare.

Col folle informatico stiamo valutando se accettare il consiglio delle maestre, dal canto nostro cercheremo di delineare la quotidianità di Leonardo con poche chiare regole, non tanto per castigarlo o reprimerlo, ma per dargli una sensazione di confini e sicurezze. Il folle informatico cercherà anche di dedicargli più tempo. Io credo che a Leonardo manchi condividere più cose col padre, oltre al fatto che il mondo di Leonardo è un mondo molto femminile. Credo abbia bisogno di più maschi intorno a se’.

Sfogatami con questo lungo post, aggiungo che oggi sono sì preoccupata, ma non disperata. Io so di fare tutto quanto in mio potere. Il resto deve mettercelo Leonardo. Non posso camminare per lui. E di sicuro non ha bisogno di avere vicino una madre disperata, ma una persona adulta che sappia gestire la situazione.

La cattiva maestra

By Gloglo | 12 febbraio 2010

Che la televisione fosse un elettrodomestico da tenere più spento che acceso, sopratutto se si possiede un pc e una connessione decente, lo si era già capito “da mo’ “.

Dopo la riunione di classe di un paio di giorni fa, darò direttamente fuoco all’infernale arnese (giusto per non cadere in tentazione).

Al dì là della solfa sul rendimento (in vista della consegna delle pagelle) le maestre hanno voluto soffermarsi su brutti comportamenti che si tengono in classe da un po’ di tempo a questa parte.

Alla materna le maestre ci avevano redarguito sul fatto che rimpinzando i maschietti di Power Rangers e affini, volasse qualche calcio di troppo.Oggi le insegnanti ci fanno notare che i nostri figli maschi allungano un po’ troppo le mani sulle bambine.

Ricordo che mio figlio fa seconda elementare, per cui parliamo di bambini tra i 7 e gli 8 anni. L’intrattenimento preferito degli ultimi tempi è dare pacche sul sedere alle bambine nel modo in cui lo farebbe un adulto. Quando non molestano le bambine i maschietti si controllano a vicenda di essere in possesso di organi genitali (nei luoghi meno consoni, mensa compresa!) o si insultano con appellativi come “gay” e “lesbiche”.

Il colpevole? Le maestre hanno pochi dubbi: la televisione. Perchè nonostante il mio mondo fatato sia fatto di genitori che badano ai figli, esistono ancora famiglie dove guardare la tv con i figli significa vedere tutti quei programmi che io definisco “spazzatura” (l’elenco è lungo e non serve molta immaginazione per individuare un paio di titoli).

Il risultato è che pochi individui hanno contagiato una classe (15 maschi su una classe di 24 bambini). Il desiderio di appartenere a una comunità al di fuori della famiglia spinge gli altri maschietti a emulare quelli più “fighi”, senza realmente capire cosa si sta facendo. Personalmente ci aggiungo anche gli omogenizzati pieni di ormoni con i quali a suo tempo abbiamo rimpinzato i pargoli.

Ho fatto qualche domanda a mio figlio…

” E’ vero che in classe i maschietti toccano il sedere alle bambine?”

“Sì mamma, ma io non lo faccio!” (ecco la coda di paglia, probabilmente ha annusato aria di punizione)

“E secondo te perchè lo fanno?”

“Perchè vogliono fare sesso” ( O_0 )

“E cos’è il sesso?”

“Non lo so…”

“Il sesso, amore mio, è una cosa che fanno i ragazzi grandi e quando sono d’accordo entrambi. Non è una cosa che fanno i bambini”

“…” “Ma se sono innamorati?”

“Quando i bambini sono innamorati si tengono per mano, giocano insieme e si danno i bacetti sulle guance. Il sesso è per i ragazzi grandi. E se vedi un tuo compagno che tocca il sedere a una bambina devi dirgli che sta sbagliando”.

La discussione è finita qui.

Non credo di avere più potere del gruppo su mio figlio, spero solo di avergli fatto venire qualche dubbio sul suo comportamento.

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Questo post partecipa allo
speciale blogstorming: bambini, famiglie e tv di Genitori Crescono

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